Perché fare email marketing non è inviare semplicemente email

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L’e-mail marketing è un tipo di marketing diretto molto diffuso per la sua efficacia e il suo basso costo. Infatti tutti noi abbiamo l’idea che inviare una email sia gratis e tutti noi almeno una volta al giorno controlliamo al nostra casella di posta elettronica. I più tecnologici le ricevano direttamente sul cellulare e così si ritrovano ad essere avvisati di una nuova email al suo arrivo.

Con la pratica diffusa della messaggistica privata su facebook (o whatsapp), l’invio di email personali è quasi scomparsa, anche gli allegati vengono inoltrati attraverso questi canali, ma la mail persiste, molto in ambito lavorativo (sia che sia appunto la nostra email di lavoro oppure l’attesa di una risposta ai CV inviati), e altrettanto nel campo editoriale, infatti è possibile ricevere newsletter da giornali e blog su ogni tema, dai viaggi alle novità sulle moto alle ricette di dolci.

Ogni giorno quindi ognuno di noi si ritrova davanti a decine di email e decide quali aprire e quali cestinare senza neanche leggerle (senza considerare quelle finite nello spam). La differenza la fa in primo luogo il mittente, se lo conosciamo ci fidiamo di lui e apriamo senza soffermarci molto sull’oggetto. Quest’ultimo elemento invece diventa il punto chiave per l’apertura della email quando il destinatario è sconosciuto oppure si tratta di un servizio di newsletter a cui siamo interessati ma senza molta passione e quindi per capire se il caso di leggerla subito o in seguito (al 98% “in seguito” significa “mai”), molto difficilmente però le persone tendono a cancellarsi dalle newsletter e quindi continueranno a ricevere informazioni anche soltanto attraverso l’oggetto.

Se la nostra email non è finita nello spam e nella procrastinazione del destinatario, l’opportunità che il messaggio contenuto nella email sia letto, ha ancora uno scoglio davanti, quello dei primi 400 px, infatti spesso sia da mobile che da desktop le email vengono aperte in anteprima e richiuse subito dopo il primo colpo d’occhio. Questo è innegabile, lo facciamo tutti.

Quindi possiamo già ricapitolare che una email per essere letta deve essere inviata con un sistema professionale che ci assicuri che questa non finisca nello spam, deve essere scritta in maniera da incuriosire il destinatario e deve essere ben composta al suo interno, sia che sia una email grafica che di solo testo (infatti, anche una email di solo testo, se non ha questo testo formattato bene ma compare come un unico blocco di testo risulta poco appetibile all’attenzione del lettore).
Supposto che la mail sia aperta e letta dobbiamo fare in modo che essa raggiunga lo scopo, ovvero, informare, portare visite sul nostro sito, sul nostro social o quant’altro e per far ciò è necessaria una scrittura e un design/formattazione persuasiva, senza dimenticare degli strumenti di controllo che ci permettano di misurare gli obiettivi raggiunti, per esempio quanti clic ha ottenuto un link, piuttosto che un bottone.

Infine fare email marketing non significa mandare email sporadiche solo quando fa comodo a noi promuovere un prodotto o un servizio, ma significa dare valore al nostro lettore, che dovrà trovare utile aprire le nostre email piuttosto che abbandonarle tra i messaggi da leggere. Cosa significa questo? Che è necessaria una pianificazione di tipo editoriale anche per l’invio delle newsletter (ed è per questo che spesso si associa l’invio della newsletter con la pubblicazione dei nuovi articoli del blog aziendale).

Alcune piattaforme consigliate:

Mailchimp http://mailchimp.com/
VoxMail http://www.voxmail.it/
MailUp http://www.mailup.it/

Resoconto del Web Marketing Festival 2015

Tornando a Palermo, posso fare il punto sui giorni trascorsi in Emilia Romagna (ormai una seconda casa per me) e soprattutto sul Web Marketing Festival organizzato da GT Master Club, esperienza che mi ha dato moltissimo.

Seguo Giorgio Taverniti e il suo staff da anni ormai e non mi sono mai perso un GT study a Palermo, perché è sempre un’occasione per imparare nonostante siano giornate più divulgative che tecniche. Ho seguito qualche settimana della formazione online quando ne ho avuto il tempo, e ho già l’anno scorso ho partecipato con loro al mio primo seminario a pagamento: il Social Media Stategies 2014 a Bologna. Una giornata intera immersi in tool, case study, professionisti al tuo fianco per fare networking, tutti ingredienti importanti per chi come me si è dimesso da una lavoro dipendente e vuole immettersi nel mercato come consulente web marketing. Dopo qualche giorno da quell’evento mi ritrovavo a prenotare l’ennesima scusa per tornare a Bologna (come se avere mezza famiglia non bastasse), ovvero il concerto di Vasco Rossi il 22 giugno. Nel frattempo da Bologna ho fatto il pendolare anche per lavoro e un bel giorno di primavera ricevo via newsletter una email dal GT Master Club che il Web Marketing Festival si svolgeva a Rimini e non a Roma come nella precedente edizione, e per di più a ridosso del concerto di Vasco. Pareva fatto a posta, potevo ripensarci molto?
Ecco quindi che ho preso il biglietto in early booking a 99€ aggiudicandomi non solo la possibilità di partecipare alle due giornate formative ma anche di acquistare i video delle altre sale, opzione interessante se si pensa che un consulente web marketing non può avere un unico interesse per il SEO o per i social media, ma deve spaziare, e quindi deve seguirsi praticamente tutto.
L’organizzazione del festival è stata impeccabile, devo dire che non solo non è mancato nulla, ma ho avuto molto più di quello che potessi immaginare, come per esempio al piattaforma interna per il car pooling, che poi non mi è stata molto utile perché non ho trovato nessuno con cui andare, però a qualcun altro sarà servito immagino.

Il trucco per usufruire bene di questi eventi “multi panel” è quello di andare a seguire gli argomenti sui quali si è meno ferrati, oppure quelli in cui ci sono dei veri e propri guru della materia, per esempio un SEO senior non troverà utilissimo seguire le slide di un altrettanto SEO senior, ma avrà maggiori stimoli a seguire il panel di SEMRUSH, oppure di web analytics, o ancora di Social Media. Oltre le nozioni teoriche poi, è un’occasione per confrontarsi sia con i case studies dei relatori che con i professionisti come te che ti stanno seduti accanto, per questo lo staff GT ha pensato alla festa in spiaggia e alle varie pause di cui quella con birra gratis.

Quello che più mi è ritornato da questi due giorni infatti non sono tanto le nozioni tecniche o teoriche, tanto quanto gli stimoli e le ispirazioni. Come durante un festival di musica rock riconosci per strada i partecipanti dalle loro magliettine o bandane, a Rimini riconosci le persone dalla borsa rossa gadget del WMF, o addirittura dal badge già al collo durante la colazione in hotel. Tweet, retweet, scambi di battute, selfie su instagram, passaggi su bla bla car che diventano occasione di amicizia, un mondo che attraverso la rete si incontra in carne ed ossa e si scambia sorrisi e nascono nuove opportunità, c’è chi ha ricevuto offerte di lavoro, chi come i ragazzi di Friendz ha vinto 20.000€ per la loro start-up.

Insomma un evento di formazione che è riuscito a coinvolgere i partecipanti oltre i seminari stessi ed è andato oltre, creando un’atmosfera particolare e suggestiva come potrete vedere dalle foto. Uomini e donne di tutte le età, professionisti e studenti, intorno ad un tavolo a parlare di conversion rate o sotto un palco a ballare, sicuramente un evento a cui ripartecipare l’anno prossimo con la speranza di poter rincontrare tutti.