Instagram, il social che fa quadrare l’immagine del tuo brand

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Instagram è un social network che non ha bisogno di presentazione per i più, anche chi non lo usa sa che cosa è grazie alla possibilità di condividere i contenuti (fotografie e video) anche su altre piattaforme social come facebook e twitter per esempio.
Instagram è un social che fonda la sua esistenza soprattutto sull’app per dispositivi iOS, Android e Windows Phone e che piano piano si sta aprendo al mondo desktop attraverso web-application. I contenuti condivisibili su questo social sono fotografie e brevi video da 15 secondi.
Sia le foto che i video possono essere pubblicate in una versione quadrata piuttosto che rettangolare, ed è possibile applicare dei filtri ce migliorino la qualità dell’immagine restituendo un tocco vintage. Con la funzione video è possibile anche creare dei piccoli filmati in stop motion, rilasciando e premendo il tasto di registrazione per ottenere un effetto simile a questo

This week's Piggy!!

Un video pubblicato da Katsutoshi Tsunoda (@katsutoshitsunoda) in data: 20 Lug 2015 alle ore 15:22 PDT

(nel caso la fotografia dovesse perdere molto dal ritaglio quadrato tipico di instagram è possibile usare app che applicano due bande sopra e sotto, per le foto orizzontali, o ai lati, per le foto verticali per quadrare la foto senza ritagliare, io consiglio Photo Grid).

La prima cosa da fare una volta installata l’app e effettuata la registrazione, è cominciare a seguire gli amici presenti sui social, guardando le loro foto e mettendo con un doppio tap sulla foto un bel cuoricino segno che la foto piace.
A nostra volta possiamo sbizzarrirci a fare foto o caricarle dalla galleria e applicare i diversi filtri.
Infine possiamo mettere nel testo della didascalico della foto quello che ci pare, dal testo normale agli hashtag fino agli emoji. E’ possibile taggare gli amici sia nella foto che nel testo in maniera molto intuitivo e in maniera altrettanto semplice commentare le foto degli amici.
L’unica cosa che non ha molto senso fare è incollare dei link all’interno della didascalia o dei commenti perché per evitare lo spam, questi non sono cliccabili.

Presa confidenza con l’app vi consiglio di fare un giro su Hubview, l’osservatorio italiano su instagram in cui potere trovare alcune informazioni interessanti, come i dati demografici degli utilizzatori di quest’app e i migliori brand e creatività.
Seguite i vostri brand preferiti e guardate cosa e come condividono contenuti, prendete ispirazione per per condividere anche voi i vostri contenuti in modo comunicativo.
Vedrete che più che usare le immagini per fare pubblicità, useranno foto e video per fare quello che in gergo si chiama “engagement”, ovvero per coinvolgere il proprio pubblico e creare affezione alla marca (non a caso il termine engagement significa anche fidanzamento, proprio nel senso di creare una relazione con il proprio pubblico). Quindi non sognatevi lontanamente di usare instagram per pubblicare prezzi o foto troppo commerciali, non vi seguirà nessuno. Cercate invece di comunicare e creare relazioni.

Un esempio che coinvolge direttamente il pubblico nella creazione dei contenuti è quello di Santal Italia che chiede ai suoi clienti di raccontare i loro “Santal Moment”. Così ogni cliente fa una foto dei momenti in cui sui beve il succo di frutta e lo carica su instagram con l’hashtag #mysantalmoment e il social media manager fa una selezione delle foto migliori e ripubblica con l’account @santal_italia. Per capire meglio di cosa stiamo parlando vi invito a guardare l’account di @santal_italia con creatività di Santal e dei suoi follower e la pagina di ricerca per l’hashtag #mysantalmoment.
L’account @barillaitalia che non è molto attivo, nel suo periodo migliore era in linea con le stagioni, infatti pubblicava foto di lasagne vicino natale e insalate di pasta d’estate.

Nonostante ci siano molte rigidità da parte di instagram per pubblicare le foto attraverso altri strumenti questo è possibile ed è possibile anche programmarne la pubblicazione, e in ogni modo è possibile per esempio fare una foto con una reflex, fare qualche ritocco in postproduzione e inviarserla sul dispositivo mobile con la quale decideremo di pubblicarla.

Infine non dimentichiamo quello che è il mio pallino, la misurazione della strategia: quanto sta funzionando, quali sono gli hashtag che funzionano di più? E i filtri? E i giorni e le ore? Io uso simplymeasured che già nella sua versione free restituisce interessanti report o tra i più rinomati c’è anche IconSquare che fornisce un’analisi molto dettagliata.

Altri articoli di approfondimento:

Centro commerciale Guadagna.com un epic fail di Brand Management!

Guadagna.com è il nuovo centro commerciale che rinasce sulle ceneri del centro commerciale La Guadagna chiuso due anni fa (“Guadagna” è il nome di un quartiere periferico e popolare di Palermo).

Da giorni in città quindi è nata una campagna pubblicitaria fatta essenzialmente con la classica cartellonistica, che riporta in grande la dicitura guadagna.com, e inizialmente pensando fosse semplicemente il website del centro commerciale mi domandavo “chissà quanto avranno pagato questo dominio, doveva essere sicuramente già in uso da qualche piccola società o da qualcuno che fa domain marketing“. Mi sembrava naturale pensare che se avessi voluto informazioni su questa attività commerciale avrei dovuto digitare l’indirizzo www.guadagna.com e vedere così quali negozi ci sono all’interno, orari di apertura e chiusura e altre informazioni utili per il consumatore, invece in questa calda domenica di estate, dopo aver visto la pubblicità in televisione di Guadagna.com (sì, il CC ha nel nome il .com) decido di visitare il sito e magari andare a ricercare nella memoria storica di archive.org a chi fosse appartenuto prima tale dominio.

Con mia grande sorpresa invece scopro che guadagna.com (e questa volta ve lo linko!) è un portale di annunci di lavoro che non ha nulla a che fare con il centro commerciale palermitano!

Mi chiedo pertanto chi sia il brand manager di questa attività e con quale criterio abbia scelto il naming. Può il nome del brand non essere accurato? può non essere verificato sul web specie se questo contiene un elemento rimanda cognitivamente al web come è il “.com”? Questa è una di quelle volte che mi viene da esclamare “lo stai facendo male!” o come si usa dire oggi “questo è un epic fail!“.

Essendo che guadagna.com è il nome del CC questo è scritto anche in maniera gigante sull’edificio e in tutta la cartellonistica e il mio pensiero va a chi fa web analytics alla Wonder S.p.A (proprietari del vero portale guadagna.com) che non capirà come mai il picco di visite sul sito provenienti da Palermo.

[Aggiornamento: nella cartellonistica alle fermate degli autobus ho letto in piccolo il sito ufficiale del CC che è www.centroguadagna.com, un sito ben fatto e navigabile anche dal cellulare che già in homepage dà le informazioni più ricercate]

L’analisi della concorrenza con gli strumenti del web marketing

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Sun Tzu nella sua opera “L’arte della guerra” insegna che l’obiettivo di un buon comandante di esercito è vincere senza combattere, giacché combattere ha sempre degli oneri gravosi sia che si vinca sia che si perda, in denaro e in uomini in guerra. Bisogna pertanto studiare il nemico, prevenirlo, conoscere i suoi punti deboli e i suoi punti di forza e sapere già prima che inizi la battaglia quale sarà l’esito.
Le stesse regole sono da anni applicate alle strategie di marketing, valutando come nemici i propri concorrenti (o competitor che dir si voglia), ovvero tutti quegli attori che ci sottraggono clienti.

Adam Smith ne “La ricchezza delle nazioni” definisce la concorrenza così:

«Pura concorrenza vuol dire compenso a coloro che forniscono i beni migliori al prezzo più basso»

ma non è solo al prezzo dei concorrenti che noi dobbiamo guardare, sarebbe come se Sun Tzu ci dicesse di guardare solo al numero di uomini dell’esercito nemico, mentre noi dobbiamo guardare alla dotazione delle armi (la qualità dei beni), al terreno in cui si trova (ovvero il posizionamento nella mente del consumatore del concorrente), alle alleanze e ad altri fattori contestuali.

Un esempio classico che si fa pensando all’analisi della concorrenza è quella tra Pepsi Cola e Coca Cola, grosso modo bevande interscambiabili che non si sfidano soltanto sul prezzo, ma anche sul tipo di posizionamento del brand nella società, infatti vediamo nel video seguente come Pepsi cerchi di posizionarsi come marchio più giovane e dinamico rispetto al concorrente:

La prima domanda che ci dobbiamo porre è quindi: quali sono i nostri concorrenti e come si comportano con i loro clienti? Come possiamo fare a spostare quei clienti verso il nostro mercato?

Intanto dobbiamo capire chi sono i nostri concorrenti dividendoli in due macro aree: concorrenti diretti e indiretti, i primi propongono lo stesso nostro servizio o prodotto in maniera differente, gli altri invece propongono una tipologia di servizi o prodotti differenti ma che soddisfano lo stesso bisogno. Per essere più chiaro ho fatto una mappa mentale che analizza i concorrenti di una marca X di birra pilsner

concorrenti settore birra

Come possiamo vedere una marca di birra di deve proteggere il suo mercato da tanti altri avventori: da chi soddisfa la voglia di birra, a chi genericamente soddisfa la voglia di una bevanda fresca.

Una volta riconosciuti i concorrenti bisogna individuare la nostra posizione tra di essi (per esempio una birra di qualità top o media o bassa?) e confrontarci con essi non solo per prezzo, ma per le 4C del marketing mix:

  • Consumer (o Consumer models): l’attenzione sulla soddisfazione del cliente o sul modello di cliente da soddisfare piuttosto che sul prodotto in sé
  • Cost: costi sostenuti dall’acquirente, ovvero tutti quelli che il cliente deve sostenere per usufruire del nuovo prodotto piuttosto che di quello di un concorrente
  • Communication: comunicazione, un concetto più ampio rispetto a promozione, che include le pubbliche relazioni, pubblicità virali e ogni tipo di relazione tra impresa e consumatore
  • Convenience: con la nascita di Internet e di modelli ibridi di acquisto si allarga il concetto verso la facilità di acquistare il prodotto, trovarlo o avere informazioni su di esso

Possiamo utilizzare i diversi strumenti per il web marketing per studiare e prevenire e vincere i nostri concorrenti, come per esempio:
Google Trends: per analizzare l’andamento delle ricerche sul nostro competitor da parte della rete
Majestic Seo e SemRush: per analizzare la presenza dei nostri concorrenti sul web, quindi quanti link ha il loro sito e la loro provenienza e le parole chiave collegate
Social network: possiamo “spiarli” sui social per vedere cosa comunicano e come i loro clienti interagiscono con loro e soprattutto le critiche fatte
Social bakers: per confrontare le statistiche sui social.

Importante è sottolineare che non dobbiamo “spiare” i concorrenti ma confrontarci con essi quindi le stesse analisi vanno fatte in primis su noi stessi.

E ricorda la regola d’oro:

«Chi non si distingue si estingue!»

make the difference