MySì, io pago così

Ormai è luglio inoltrato, le città hanno raggiunto temperature infernali e chi come me è ancora a lavoro (e dovrà rimanerci ancora per qualche settimana) si consola pensando che prima o poi arriverà il momento di salutare colleghi e scrivania e staccare la spina per qualche giorno. Quest’anno le vacanze le farò in Sicilia, in giro per spiagge e località da cartolina e, soprattutto, all’insegna del più completo relax. Ho intenzione di trascorrere le giornate in costume da bagno, il che significa che non voglio portarmi dietro neanche il portafogli. Ora qualcuno giustamente potrebbe chiedermi: e se mentre sei in spiaggia ti venisse voglia di una brioche con la granita, come la paghi? Vai a scrocco? Assolutamente no, basta portare con me il cellulare. Ci pensa la app MySi di CartaSi a fare il resto.

MySi è una app disponibile sia per iPhone che per Android che permette di controllare e gestire le proprie carte Visa e Mastercard (carte di credito, di debito o prepagate) in maniera veloce e soprattutto facilissima, direttamente dal proprio smartphone, che diventa così anche un preziosissimo strumento (qualora già non lo fosse!) con cui poter pagare nei negozi e online grazie alla funzione MySi Pay. Non è necessario essere clienti CartaSi per installare e usare la app, basta scaricarla tramite lo store ufficiale e associare le proprie carte. Chi è già cliente CartaSi potrà avere qualche vantaggio in più, come ad esempio il servizio di SMS alert che ti invia un messaggio sul telefono quando superi una certa soglia di pagamento, e potrà anche richiedere i premi del Club IoSi, il programma di fedeltà che sa bene come ricompensare i clienti più affezionati.

Se poi, come me, fate parte della schiera di paranoici che trema al solo pensiero di dover inserire il pin o i codici della propria carta in pubblico, MySi è la soluzione ai vostri problemi: alla app si accede infatti tramite impronta digitale, e se il vostro smartphone ha un sistema Android potrete usufruire anche della funzione MySi Pay ))), che permette di effettuare i cosiddetti “pagamenti in prossimità”, per i quali basterà semplicemente avvicinare lo smartphone al POS. Più semplice e sicuro di così!

Se quindi anche voi siete in partenza e come me avete voglia di viaggiare leggeri e allo stesso tempo di tenere sempre sotto controllo le vostre spese ed effettuare pagamenti in tutta sicurezza, non vi resta che installare la app MySi sul vostro smartphone. Farlo è semplicissimo, basta cliccare su uno di questi link, in base al sistema operativo del vostro smartphone:

Fate buoni acquisti e, soprattutto…buone vacanze!
Buzzoole

Su Facebook meglio Profilo pubblico o Pagina per il Personal Branding?

Pagina Facebook o profilo personale? Questo post può interessare ai liberi professionisti come avvocati, commercialisti, psicologi, archietti, ingegneri o artigiani interessati al personal branding e al self marketing per promuoversi online e sui social.

foto di uomo che apre la camicia come se fosse superman per mostrare il suo personal brand

Spesso, parlando di Personal Branding mi è stato chiesto se fosse più efficace comunicare su Facebook con il proprio profilo personale oppure con una pagina pubblica dedicata, tutti con la smania di sapere ricevere come risposta “Apri una pagina” così da sentirsi fighi e cominciare a guardare quanti like ha ricevuto la pagina e le “statistiche”, che su Facebook si chiamano Insight.

La mia risposta è sempre la stessa, monotona e noiosa: dipende!

Come scegliere tra pagina Facebook o profilo per la propria attività professionale

Dipende da chi siamo, cosa vogliamo comunicare e a chi. Nella maggior parte dei casi infatti sarebbe più efficace il profilo personale. Facebook è un network di “amici” che si scambiano informazioni e occasioni di divertimento online, quindi il suo algoritmo fa vedere ogni giorno a noi utenti più post dei nostri amici che delle pagine a cui abbiamo messo Mi piace, inoltre condividerà quello spazio riservato alle pagine con quelle a cui non abbiamo messo mi piace ma che sponsorizzano un qualcosa che ci potrebbe piacere. Per farla breve i post del nostro profilo hanno maggiore visibilità di quelli della nostra pagina.

Avendo un profilo pulito, senza cose che ci potrebbero mettere in imbarazzo, e impostando bene le opzioni di privacy in modo da decidere chi possa vedere cosa, chi ci tagga o mensiona, potremmo accettare anche l’amicizia di qualcuno che ci cerca per motivi professionali.

Se non è possibile ripulire il nostro profilo né abbiamo voglia di badare alla privacy allora abbiamo due possibilità: aprire un nuovo profilo personale ma dedicato alleattività professionali, oppure aprire una pagina personale.

Ma quando aprire una pagina facebook per fare self marketing?

Quando finalmente possiamo scegliere di aprire una pagina professionale? La risposta è più semplice di quanto si possa immaginare: quando vogliamo sponsorizzare i nostri post.

Infatti il più grande vantaggio di avere una pagina facebook dedicata alla propria professionalità è quella di essere pubblica e soprattutto di pubblicizzare i nostri post verso un definito target che vedrà compararirsi il nostro post nella sua home di facebook anche se non ci conosce, espandendo quindi la nostra rete.

Se si decide di utilizzare questa opzione dobbiamo ricordarci tre cose importanti:

  1. Utilizzare un linguaggio semplice, anche informale, ma sempre professionale (siete delle persone non aziende)
  2. Stilare un calendario di contenuti di valore per il nostro target
  3. Invitare il nostro target a compiere un’azione: Mettere Mi piace, condividere, iscriversi alla newsletter, prenotare una consulenza e così via…

Proprio per questo motivo ho aperto due pagine professionali, questa su Facebook Michele Scarpinato Consulente in Social Media Marketing e questa su Linkedin Michele Scarpinato Consulente in Social Media Marketing.
Le ho utilizzate per fare delle campagne su entrambi i social network per promuovere i miei servizi di web marketing per il settore turistico alberghiero a Pisa e dintorni. Grazie a queste pagine possono quindi utilizzare degli strumenti delle piattaforme che mi permettono di uscire dalla cerchia dei miei amici (finora pochi a Pisa) e raggiungere le persone con un determinato tipo di profilo.

Questa è l’immagine che ho scelto come copertina per la mia pagina facebook. Come si può vedere cerco di distinguermi portando un tocco di personalità che mi contraddistingue (la bicicletta) con un copy che parla chiaro e diretto su come posso essere utile a chi guarda la mia pagina:

Consegno a destinazione il tuo messaggio ai tuoi clienti, ovunque nel web.

immagine promo consulenza web marketing

La pagina Linkedin in realtà non penso che sarà molto aggiornata perché lì il mio profilo personale funziona per bene e ho i contatti giusti, mentre continuerò a mantenerla su Facebook dove ogni tanto farò qualche piccola campagna per aumentare i follower e divulgare gli articoli che scriverò. Infine vi svelo che grazie a IFTTT pubblicherò sul mio profilo personale Linkedin quello che programmo sulla mia pagina Facebook, così da automatizzare un po’ di lavoro, potendo mantenere lo stesso stile comunicativo.

Mi Band 2 non rileva più il battito cardiaco? SOLUZIONE!

Per qualche giorno la mia Mi Band 2 non è riuscita più a rilevare il mio battito cardiaco. Ho quasi avuto paura che si fosse fermato il mio cuore… scherzi a parte, ho cercato di capire se ciò fosse avvenuto per qualche motivo particolare, come aggiornamenti o installazione di app o altro ma non è stato così. L’unica cosa “diversa” dal solito è stata usare l’etichetta di comportamento di passeggiata… non so se possa causare qualche conflitto, fatto sta che la band ha smesso di segnare il battito cardiaco sia dall’app che dal bottone direttamente su di essa. Ho spaiato anche la band dall’app ufficiale, disinstallata l’app, cancellati i dati, impostato il cell in cinese e reinstallato l’app (speravo nell’aggiornamento del firmware) ma nulla.

Sul gruppo Facebook Xiaomi Mi Band 2 ITALIA molti lamentano di questo problema, quindi o siamo un gruppo di zombie o c’è un problema nella band. Alcuni dicono di aver risolto il problema con l’aggiornamento dell’app/firmware con iPhone e che quindi è necessario aspettare l’aggiornamento dell’app Mi Fit per android.

Soluzione?

Visto che io sono un po’ impaziente ho deciso di provare a rilevare il battito cardiaco con l’app gratuita Notify & Fitness, la quale non mi rileva il battito su richiesta ma in modalità continua sì. Stranissimo. Ho deciso di tenere l’app con rilevazione attiva tutta la notte con BT acceso e… stamattina miracolosamente tutto è tornato alla normalità!

Se vuoi acquistare la band con le garanzie tipiche di Amazon segui questo banner:

Recensione Xiaomi Mi Band 2, più smartwatch che smartband!

xiaomi mi band 2

Da diverso tempo guardo con interesse il mondo degli smartwatch e delle smartband senza però avere la voglia di averne realmente una. Non pratico sport e non ho la smania di controllare né il mio battito cardiaco né le ore di sonno in fase REM. Aggiungiamo che non sono neppure abituato a portare orologi e bracciali e possiamo concludere la mia è stata una mera curiosità da nerd, sempre curioso delle nuove tecnologie e dei loro usi.

Tra i tanti articoli che passano sotto occhio su Facebook e Twitter mi è capitato un articolo sulla Mi Band, una smart band progetta da Xiaomi, molto economica (sotto i 20€) e ben recensita. Insieme ho letto anche di tanti smartwatch cinesi dal costo ridicolo come d’altronde le loro funzioni, specie se paragonati a marchi più importanti, è il caso dell’endubro u8 recensito anche da fastweb che sua Gearbest si trova a circa 9€.

smartwatch xiaomi mi band 2Una delle prime differenze tra smartwatch e smartband è banalmente che il primo mostra l’ora, il secondo ni, infatti esistono smartband che mostrano anche l’ora e qualche altra notifica. Le smartband hanno come obiettivo principale quello di misurare il battuto cardiaco, le ore di sonno e contare i passi, mentre uno smartwatch può avere diverse funzionalità: rispondere alle chiamate, leggere i messaggi, fare foto e fare da smartband!

La band avendo meno funzioni scarica la batteria meno velocemente e così la Xiaomi Mi Band 2 si scarica in una ventina di giorni dopo averla ricaricata per 3 ore circa!

Dopo tanta osservazione si aggiunge in me la curiosità di provare qualche prodotto della Xiaomi, un’azienda che produce diversi tipi di prodotti tecnologici a prezzi bassi e tutti ben recensiti, dai notebook agli smartphone. Così decido di fare un piccolo acquisto su Gearbest, un portale che non avevo ancora utilizzato visto che sembra diventato uno dei punti di riferimento per l’acquisto di tecnologia dalla Cina.

Su Gearbest trovo la possibilità di comprare la Mi band 2 a 20,64€ e con altri 7,43€ un cinturino di ricambio, così da averne uno in metallo oltre che il classico in silicone. Inolte Gearbest mi regala circa 2€ per il mio primo acquisto e quindi prendo tutto a meno di 26,98€.

Così il 30 novembre decido di comprare questi due articoli (non pensando di comprare anche la pellicola per proteggere lo schermo, mannaggia) e comincio ad aspettare il suo arrivo. Avevo già acquistato diverse dalla Cina grazie ad Aliexpress e sapevo che i tempi sarebbero stati infiniti, ma tutte le spedizioni da Aliexpress (sempre rigorosamente gratuite) erano tracciabili passo dopo passo, mentre con la spedizione gratuita di Gearbest ha qualcosa di anomalo: il codice per tracciare non viene rilevato dal portale della Netherlands Post, corriere a cui sarebbe stato affidato il mio pacco. Cliccando sul link da loro fornito mi apre un sito cinese tradotto in inglese che dà informazioni sommarie e che non dà più notizie una volta arrivato in Italia.

cinturino in metallo per xiaomi mi band 2Quando il pacco arriva a casa mia il 5 gennaio, su quel portale risulta ancora in dogana (dal 14 dicembre) e siccome sono una persona onesta non chiedo il rimborso e mi godo il mio nuovo giocattolo.

La Mi band 2 si presenta molto bene, piccolo e leggero, con un cinturino molto bello e comodo. C’è anche un caricabatterie USB e un manuale di istruzioni in cinese.

Mi sono affidato ai diversi blog e videotutorial per  usarlo, anche se una volta installata l’app dallo store è stato molto intuitivo. Si è aggiornato il firmware automaticamente e non c’è stato bisogno di scaricare l’app in inglese o in cinese come ho letto in diversi siti.

La smartband vibra quando si riceve una chiamata, sms o qualsiasi altra app noi vogliamo che ci venga notificata. Inoltre è possibile impostare la sveglia e decidere quale informazioni visualizzare toccando il bottoncino in basso. Io ho scelto di vedere l’ora con la data, il numero di passi, il contatore di battiti e la percentuale di batteria rimanente.

Anche se l’app a volte dice che la band è sconnessa posso garantirvi che ho sempre ricevuto le notifiche, mentre si legge in giro che ci siano dei problemi con la rilevazione dei dati sul carnagioni brune. La band non monitora sempre il battito cardiaco ma va misurata di volta in volta.

Altra cosa interessante di questo dispositivo è la possibilità di usare anche altre app per gestire le notifiche, oppure per far si che una determinata sequenza di tap sul bottoncino dell’orologio vada a inviare un comando allo smartphone. Guardate questo video:

Consiglio di acquistare già un secondo cinturino perché a forza di togliere il dispositivo dal cinturino questo si rovina, quindi a che ci siete compratene un secondo, ne esistono in gomma quanto in metallo come ho preso il mio.

Qui i link per acquistarlo su Gearbeast:

Se invece volete garanzie più europee e non volete aspettare tantissimo potete acquistare su amazon:

Ittiturismo in Sicilia e altri domini in Domain Parking su Sedo

domain marketing

Il domain marketing è sempre stata una mia fissazione, un modo nerd e poco redditizio di investire il proprio tempo e denaro normalmente, anche se c’è chi a dire il vero, riesce a guadagnarci anche un po’ di soldoni.

Cosa è il domain marketing?

Semplice, lo dice il nome stesso: è il marketing legato al nome dominio, un elemento importante sia per il brand management sia per fattori SEO. Per il primo motivo vi porto un esempio già riportato su questo blog, quello del centro commerciale Guadagna.com. Come potete leggere dal link, i proprietari chiamarono il loro centro commerciale con un nome che doveva suonare alle loro orecchie come contemporaneo, come a dire Guadagna punto commerciale, peccato che se poi si googlava guadagna.com e si arrivava su un sito che non c’entrava nulla e che adesso è stato messo “parcheggiato”. Sul parcheggio dei domini (e come guadagnarci) e i motivi SEO del domain marketing nel parlo in questo articolo: Cosa è il Domain Marketing

Perché registrare domini web?

Perché se ho un’idea e credo che possa diventare un’opportunità di business per me o per altri, prima che qualcuno si prenda un nome dominio ottimo sia per il branding che per la SEO, lo compro a pochi centesimi o a pochi euro e lo conservo con la tecnica del domain parking oppure ci piazzo dentro un paio di articoli e ci metto un po’ di pubblicità in modo che si auto ripaghino.
Un esempio concreto è RicettaSpagnola.it, un dominio per un blog di ricette di cucina spagnola, che ha un buon potenziale di visite e grazie al fatto che esiste in Italia una nicchia non piccola di appassionati di Spagna e della sua cultura. Così grazie ad un po’ di lavoro all’inizio e un po’ di manutenzione ogni tanto grazie alla pubblicità mi ripago questo sito e mi rimangono i soldi per una pizza. Una sorta di rendita fissa senza rischio alcuno.
Stessa cosa per quanto riguarda il sito CicloturismoinSicilia.com, i cui usi potrebbero essere migliaia e con un progetto dietro potrebbe fatturare molto, ma non ho voglia di investire in questo campo e quindi lascio che la pubblicità me lo ripaghi e mi offra una seconda pizza. Certo, se qualcuno poi volesse comprarlo potrei rivenderlo anche ad un prezzo più alto, diciamo che mi ci potrei pagare anche una bella crociera come minimo. Spesa annuale 13€ grazie a Tophost e poche ore di lavoro e manutenzione all’anno.

I miei domini in parcheggiati

Cicloturismoinsicilia.it, ricetteperdiabetici.it, marketingnoprofit.com e poi una serie di varianti per legati all’ ittiturismo e al pescaturismo in Sicilia, convinto che questo genere di “turismi” relazionali siano il futuro e la ricchezza di quest’isola. Intanto che anche altri lo capiscano io mi sono accaparrato i nomi a dominio e se volessero utilizzarli mi dovrebbero pagare o scegliere altri nomi o varianti meno ottimizzati per la SEO.
Ho registrato anche Cicloturismoinsicilia.it (e così per le infinite varietà legate alla pescaturismo) per evitare che qualcuno se lo comprasse e potesse concorrere con me con l’exact domain match!
Adesso ho “parcheggiato” quelli che non intendo sviluppare per la pubblicità, in modo che SEDO, servizio più famoso per domain marketing nel mondo, li metta in evidenza nel suo “mercatino” e nel frattempo mi faccia guadagnare qualche centesimo con la pubblicità per ripagare i 45 cent che ho speso per registrarli!

Qui la lista dei miei domini in vendita https://goo.gl/RiruwO

Cosa è il Domain Marketing

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In questo articolo vedremo cosa è il Domain marketing, quando è utile e quindi quando usarlo. Spesso il domain marketing è legato con il domain parking, ovvero al “parcheggio” dei domini acquistati.

Per prima cosa è importante definire con precisione cosa è un dominio o per meglio usare il termine corretto nome dominio, dall’inglese, domain name: è quello che banalmente diremmo nome del sito. In realtà il nome del sito è composto sempre almeno da un dominio di primo livello e uno di secondo, come nel seguente caso: seosocialmedia.it, it è il dominio di primo livello (o TLD, Top Level Domain) e seosocialmedia rappresenta dominio di secondo livello. Quando fu coniato questa terminologia internet era molto diversa e il termine dominio indicava una rete di server specifica e i sottodomini erano sottoreti. Così seosocialmedia è un sito del dominio di server IT, che in questo caso sta per “italiani”. Nell’indirizzo mario.rossi.it, mario è un terzo livello e indica il sito mario, della famiglia rossi, sui server italiani. Come avete intuito la dislocazione dei livelli di dominio avviene da destra verso sinistra.
Ogni nazione ha il suo TDL e poi esistono domini generici di diversa sorta come il .com, .net. org e i meno conosciuti come .info, .me, .online tanto per citarne alcune.

Cosa è il Domain Marketing?

Web hosting and domain names explained made easyZest Internet Marketing Design Support WordPress Blog Featured ImageChiarito l’oggetto in analisi, approfondiamo in che senso si può fare marketing con i domini.
Il domain marketing è una pratica che usa i nomi dominio (indirizzi internet che dir si voglia) per aumentare il numero potenziale dei visitatori di un sito web, migliorandone la “trovabilità”, sia come tecnica SEO sia in termini di branding. Quindi consiste nella ricerca del miglior nome a dominio possibile per il vostro sito internet. Sembrerà banale, ma non lo è affatto, il nome che avete scelto per il vostro sito potrebbe essere già occupato e una sua variante potrebbe essere fatale per il vostro business. Vediamo dal punto di vista del branding che ricaduta può avere: immaginiamo di voler registrare il nome per la pizzeria “Bella Napoli”. Potenzialmente esistono pizzerie in ogni città del pianeta con questo nome, quindi qualcuno prima di voi avrà costruito il suo sito e l’avrà registrato come pizzeriabellanapoli.it, ecco in questo momento non vi rimane che registrare il sito della vostra pizzeria come pizzeriabellanapoli.com o .net o pizzeria-bellanapoli.it. Ogni variante mostra dei potenziali difetti perché chi vi cerca non farà molta attenzione al trattino o al dominio di primo livello e potrebbe arrivare sul sito dell’altra pizzeria. Potremmo dire che se la pizzeriabellanapoli.it si trova a Milano e la nostra che abbiamo registrato come pizzeriabellanapoli.com sta a Cosenza, non c’è problema, perché nessuno da Cosenza andrà poi a Milano a mangiare la pizza… e se il cliente non si accorgesse di essere finiti sul sito della pizzeria milanese quel giorno chiusa e andasse quindi alla ricerca di un’altra pizzeria aperta in zona? Google per evitare questo genere di problemi personalizza i risultati di ricerca in per posizione geografica di ricerca e cercando “pizzeria bella napoli” mostrerà per prima quella più vicina.
Immaginatevi però questi casi omonimia nel caso di servizi online come gli ecommerce quanto può costare all’azienda se un cliente sbaglia sito.

L’altro motivo per cui c’è un mercato fiorente di domini è la SEO, perché il nome del dominio influenza la SERP e il CTR (ovvero il rapporto tra clic sul risultato sulle visualizzazioni del risultato) perché se cerco “ricambi per auto” sarò più incentivato a cliccare su un sito tipo ricambiauto.it piuttosto che il nome del negozio Pasqualino Ricambi. Google, per dire un motore di ricerca su tanti preferisce i domini .com e i locali, dove un .it vale di più di un .eu, perché su questi domini ci sono delle autorità dietro che regolamentano l’uso di questi domini.
Inoltre per quanto riguarda la SEO, molto importante è quella che viene chiamata Exact Domain Matc, ovvero la corrispondenza esatta del nome di dominio con la query di ricerca, come nel caso già visto ricambiautopisa.it si posizione meglio di pasqualinoricambi.it per la ricerca “ricambi auto pisa”.
Immaginiamo che il nostro mestiere sia avvocato con la specializzazione in reati contro il patrimonio, bene, sappiate che il vostro sito www.avvocatorossi.it lo cercherà solo chi vi conosce mentre chi non vi conosce magari cercherà più genericamente “avvocato reato contro il patrimonio”. Allora sarebbe meglio registrare un dominio che contenga la specializzazione… e magari anche il luogo, perché uno l’avvocato, come il ristorante, lo vorrebbe vicino.
Attenzione che un’estremizzazione di questa tecnica potrebbe non essere sempre gradita da Google. Per approfondimenti leggete questa guida di Moz sull’Exact Domain Match.
Se il nome da voi scelto è libero non avrete alcun problema, mentre se è occupato si possono verificare due opzioni: è registrato ma non usato (magari è parcheggiato) e potete tentare di acquistarlo, oppure è in uso e difficilmente ve lo rivenderanno perché a quel nome dominio è legato un business.

Cosa è il Domain Parking

Domain Name as an Internet MarketingMettiamo caso che si verifichi la prima opzione, che qualcuno abbia acquistato un nome dominio ma non lo usi, per esempio la pizzeria bella napoli ha comprato il .it (che userà come principale) e il .com (che non userà) per evitare che qualcuno si compri il secondo dominio e nascano comprensioni. Il dominio pizzeriabellanapoli.com potrebbe quindi non puntare da nessuna, su una pagina di cortesia, sulla versione .it oppure ancora parcheggiato su una piattaforma che mostra pubblicità e così chi lo ha parcheggiato guadagna qualche cent a visita ottenuta raramente. Il suo proprietario potrebbe anche vendere questo dominio ad un prezzo fisso o metterlo all’asta a partire dal prezzo più altro rispetto a quello che immagina ci potrebbe perdere dall’avere un concorrente in SERP.
Se per esempio volete aprire un sito ecommerce di ricambi auto che vende online non comprate solo ricambiauto.it ma anche il .com per evitare che qualcun altro lo compri e con strategie SEO possa rubarvi potenziali clienti.
Altri esempi di domain parking è la versione ortograficamente sbagliata di un sito famoso: republica.it era parcheggiato e fruttava sicuramente molto.
Il domain parking consiste nell’acquistare domini e parcheggiarli in server pubblicitari, ma non è molto remunerativo se il sito non porta molto traffico.

Come guadagnare con il domain marketing?

domain-parkingNon solo parking, ma proprio compravendita di siti. Hai un’idea geniale per un sito che ancora non esiste, non sei certo che potrai svilupparlo ma che presto o tardi qualcuno lo voglia sviluppare? Allora acquista per pochi euro un dominio e mettilo su piattaforme come SEDO per rivenderlo ad un prezzo più alto. Per esempio potete comprare su tophost un domino e rivenderlo a 40.000 se è davvero unico. Ad oggi il dominio files.com costa 1.250.000 di dollari americani…
Un altro metodo ancora per guadagnare con domini acquistati è quello del domain seeding descritto in questo articolo Domain Seeding: Come guadagnare 1000 euro al mese con 30 domini (domain seeding è un termine inventato dall’autore dell’articolo ma mi piace), ovvero mette su ogni sito un paio di articoli ottimizzati per i motori di ricerca e così attira traffico che viene convertito dalla pubblicità più remunerativa e che, avendo già un’indicizzazione su google, potrebbe essere rivenduto ad una cifra più alta.

La mia esperienza al Lucca Comics & Games 2016

bg-2016

Grazie alla vicinanza che c’è tra Pisa e Lucca, finalmente quest’anno ho potuto partecipare al Lucca Comics & Games, manifestazione che seguo su internet da diversi anni più per la parte dei fumetti che dei giochi. È considerata la più importante rassegna italiana del settore, prima d’Europa e seconda al mondo, dopo il Comiket di Tokyo e ovviamente attira centinaia di cosplayer, dai professionisti agli amatoriali fino a chi crede che sia carnevale, che sono benvenuti ugualmente perché lo spirito è quello del divertimento.

La manifestazione occupa tutto il centro storico di Lucca, che è racchiuso dalle antiche mura medievali che permettono di distinguere gli ingressi con biglietti, ingressi liberi e soprattutto da cornice paesaggistica per il cosplay, specie in ambientazione steampunk o medievali. I negozi si trasformano in negozi di abbigliamento, oggettistica, fumetterie e dove possibile in rivenditori di panini. Un angolo della città diventa una vera e propria isola giapponese con stand dedicati alla cultura nipponica.

Il costo dei biglietti varia per giorno e confrontati con i biglietti di fiere minori è piuttosto accessibile, si paga al massimo 20€ per una giornata e il sold out di 80 mila biglietti è stato raggiunto domenica 30 ottobre e sfiorato il sabato. Il biglietto serve per poter accedere agli stand con i fumetti, con i giochi e i videogames ed ad alcuni eventi. Altri eventi e la città rimangono comunque aperti a tutti (esattamente domenica a Lucca c’erano 80mila paganti, più i lavoratori, più i visitatori non paganti… forse mancavano i residenti scappati chissà dove).

Una manifestazione così importante e bella andava vissuta e io per fortuna ho avuto l’occasione di lavorarci. Purtroppo non sono riuscito a leggere in tempo il bando per fare parte del Social Media Team che mi avrebbe permesso di girare di più, conoscere gli autori e soprattutto avrei potuto fare il mio lavoro principale, però sono riuscito come promoter Intel dentro lo stand ESL Arena.

Il mio compito è stato quello di promuovere il brand Intel e i suoi processori in ambito gaming facendo provare l’HTC Vive con i giochi di Steam e con Overwatch. In parole povere, facevo giocare le persone! Eravamo in tanti da noi promoter allo staff Intel, dai ragazzi di Mediaworld di Lucca ai ragazzi “assoldati” da Progaming, ma abbiamo formato una sola squadra che ha reso ancora più piacevole le ore a ripetere le stesse cose. Le fila erano sempre lunghe per giocare ma sempre composte nonostante le attese dai 20 ai 40 minuti per giocare (solo 4 minuti con il Vive).

Le postazioni di Overwatch erano tutte di msi, sia desktop che portatili, connessi in LAN per giocare tra loro, mentre i due visori di realtà virtuale erano supportati da un HP Omen e un Predator di Acer, tutti con Core i7 6700 e schede nVidia top.

A provare i visori persone di tutte le età, da bambine di 6 anni che volevano provare lo sparatutto  Space Pirate Trainer agli autori di fumetti che con Tilt Brush hanno potuto disegnare in 3D. Per chi provava per la prima volta il visore consigliavamo invece theBlue, 3 ambientazioni infondo al mare con poca interazione ma che permette di esplorare i movimenti nello spazio il senso di profondità e la comodità del visore. Ovviamente tutto possibile grazie alla configurazione tecnologica anche dei PC.

Inutile dire che la pausa pranzo e la pausa sigaretta che non fumo erano tutte spese in giro a fotografare cosplayer e nei padiglioni dei fumetti, purtroppo senza portare a casa nessun autografo in quanto le fila erano sempre lunghe e (giustamente) lente. Tra gli acquisti di cui vado più orgoglioso c’è un albo che raccoglie la storia di Tiramolla dal 1952 al 2002.

Purtroppo non sono riuscito neanche a vedere i padiglioni del games e del Giappone, ma avendo il tempo contato ho preferito dare spazio ai padiglioni con i fumetti e interessarmi a quegli editori di nicchia il cui lavoro è più una missione che una fonte di guadagno, pubblicando titoli impegnativi come fa Beccogiallo o Zap Edizioni, oppure conoscere i giovani artisti che distribuiscono le loro produzioni sul web grazie a Shockdom.

Un evento sicuramente consigliato e a cui vorrei partecipare, magari in modo più libero, perché tutte queste persone con la voglia di divertirsi mi carica davvero moltissimo!

Se sei un Vero Nerd dovresti sapere che Amazon ha uno store dedicato alle nostre passioni
➡️http://amzn.to/2feUMOE

 

Per vedere un po’ di foto qui c’è l’album facebook

e al solito su instagram cercando @micscarpinato

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Influencer marketing e l’esperienza con Buzzoole

Questo articolo è un po’ lungo perché strutturato in due sezioni, la prima sull’influncer marketing e la seconda sulla mia esperienza con Buzzoole.

Cosa è l’influencer marketing? Chi sono gli influencer?

Nel mio workshop sul Personal Branding Online, rivolto a coloro che volevano migliorare la propria presenza online per ragioni soprattutto professionali, ho sentito l’esigenza di chiarire chi fossero gli influencer. Questo perché rileggendo le slide come se fossi stato un uditore mi sono chiesto se questi strumenti mi avrebbero dato automaticamente i poteri dell’influencer.
Allora ho preparato una slide con questa definizione:

L’influencer è una persona che ha consenso da parte di un suo audicence, aggrega quindi utenti su un tema, crea la sua community.

L’influencer influenza, cioè fa tendenza.

Fiorello è un testimonial, Favij è un influencer.

Fiorello è un personaggio famoso pagato per metterci la faccia a garanzia del prodotto X piuttosto che del prodotto Y. Abbiamo visto numerosi personaggi essere testimonia tanto del prosciutto che delle compagnie telefoniche, senza che nessuno attribuisse loro una certa competenza in materia enogastronomica o di economia domestica.

Favij invece è un influencer, una persona che senza essere pagata parla con competenza (più o meno) di videogiochi e aggrega intorno a sé la community dei gamer, che compreranno i giochi che lui suggerisce, le cuffie che lui indossa e così via, senza però magari influenzarli su altre tematiche, quali per esempio l’abbigliamento.

L’influencer quindi è una persona che influenza le decisioni altrui ed è sempre esistita anche prima del web. Un esempio? Dovete comprare una fotocamera nuova e chiamate quel cugino/amico/collega di lavoro che sapete essere un mega esperto di fotografia, che vi parla con competenza di lunghezze focali, filtri e sensori. Ecco il vostro cugino/amico/collega di lavoro vi influenzerà e seguirete i suoi consigli e le sue avvertenze.

Il web non ha fatto altro che ampliare la voce di questi influencer che attraverso ai blog e ai social network riescono a comunicare con una moltitudine di persone che se riterranno valide quelle informazioni tenderanno a seguire le sue parole, creando appunto quella community di cui sopra.

Il mondo del marketing sa bene quante sono importanti le community e per questo sempre più interessato a studiare ed investine su internet, sul web e in particolare sui social media, che fanno appunto network. Non poteva sfuggire al marketing quindi il cugino-esperto 2.0 che abbiamo chiamato influencer, e non poteva sfruttarlo per il suo scopo primo: la vendita.

Secondo uno studio di McKinsey, il word-of-mouth [passaparola, ndr] genera più del doppio delle vendite della pubblicità a pagamento, e questi clienti hanno un tasso di ritenzione superiore al 37%.
Fonte: Skande

E allora perché non sfruttare gli influencer per scatenare il passarola? Non si tratta di chiedergli di fare una spudorata pubblicità, ma di fargli parlare direttamente o indirettamente dei prodotti da promuovere. Per “indirettamente” intendo l’uso di un prodotto che però non viene quasi mai nominato ma che è riconoscibile, per esempio una maglietta, un paio di occhiali o un frullatore. “Direttamente” invece significa chiedergli di parlare della sua personale esperienza con quel prodotto. Ancora un esempio pratico: l’influencer come tester di un prodotto. Il nostro esperto di cucina potrebbe ricevere in dona i nuovi sughi pronti Barilla in cambio di una recensione o di una videoricetta.

Per quelle aziende che decidono di utilizzare questa strategia di comunicazione il passo è diventato sempre più facile. Prima bisognava andare su Google e cercarsi le persone che parlano al nostro target, capire quanti seguaci/adepti/follower avessero e poi concordare prezzi e strategie.

A semplificare questo lavoro sono nate diverse piattaforme per l’influencer marketing, da Klout a Launch Metrics (che ingloba Agure) e Buzzoole di cui scriverò abbondantemente dopo.

Klout assegna, con un discutibile algoritmo, un punteggio di influenza alla persona collegando tutti gli account social. Molto utile per gli aspiranti influencer per leggere cosa scrivono le persone più influenti di loro e seguire la loro onda, poco comodo invece per le agenzie che cercano influencer per le loro campagne. Klout è stata comprata da Lithium Technologies, che aiuta le aziende a conquistare e coinvolgere i clienti attraverso i social network, quindi le statistiche raccolte da Klout potrebbero essere di fondamentale importanza. Da questa piattaforma però non si muove ancora nulla di interessante in Italia.

Su piattaforme come Launch Metrics e Buzzoole invece si raccolgono da un lato candidature di aspiranti influencer, dall’altro i brand e le loro campagne pubblicitarie. La piattaforma incrocerà poi la la domanda e l’offerta. Vedremo subito dal vivo come funziona Buzzoole per capire meglio!

Come funziona Buzzoole?

Per candidarsi a influencer su Buzzoole bisogna essere attivi su almeno uno dei tre social media più importanti, Facebook, Twitter o Instagram. Una volta registrati attraverso un social sarà possibile completare il profilo con quante più informazioni possibili, specialmente tutti gli altri social a cui siete iscritti e collegare il vostro o i vostri blog, che andranno verificato con un pixel in una pagina a caso del vostro sito.
In questo modo il “cervellone” di Buzzoole farà un’analisi dei canali collegati per capire di cosa parlate e quando esercitate maggiormente influenza sui vostri amici/follower/lettori.

Vediamo di seguito il mio grafico a “radar” cosa dice sulle mie influenze.

Mentre su Instagram e su Twitter ci becca bene, al momento della pubblicazione del post mi dà una strana configurazione degli interessi su Facebook che mi vede più legato al fashion che alla tecnologia, cosa assolutamente strana. Probabilmente perché va a prendere gli interessi vicino alle mie pagine facebook collegate. E’ più probabile che RicettaSpagnola sia più vicino all’ambito Fashion che a quello Tech.
Alla nostra iscrizione riceviamo già dei punti che aumenteranno con il nostro uso della piattaforma, per esempio installando l’app anche sul nostro dispositivo android o ios, invitando gli amici a partecipare e soprattutto partecipando alle campagne. Questi punti potranno poi tradursi in… buoni Amazon!!!
Esattamente, la convenienza di partecipare alla piattaforma di influencer marketing è che si può guadagnare dal promuovere campagna pubblicitarie. Raggiungere 50 punti non è così poi difficile e già si possono convertire in 15€ di buono, con 250 punti possiamo avere 100€!
Il gioco vale la candela, per partecipare ad una campagna spendi da una decina di minuti ad un’oretta scarsa e puoi guadagnare questi piccoli extra da spendere su Amazon.

Come vi dicevo anche invitare gli amici fa acquisire punti e qui c’è il mio link d’invito, cliccateci per provare Buzzoole ➡️ https://buzzoole.com/referral/invite/wj08y9qv96LeyxEB.

Una volta analizzati i vostri dati Buzzole non solo vi dà quel grafico a “radar” ma anche una serie di statistiche, vediamo un po’ per instagram:

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sembro essere influente nel settore “travel”, mentre su Facebook lo sono per “Internet e Social Media”

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Il mio profilo su Buzzoole è https://buzzoole.com/micscarpinato/ dal quale si possono vedere i canali che ho collegato e le connessioni che ho. Si capisce subito che non sono uno youtuber!

Su Buzzoole inoltre è possibile seguire i propri amici iscritti e altri influencer per sapere cosa pubblicano e trarre ispirazione per il proprio audience. Possiamo anche vedere una classifica dei profili e vediamo che son 3 donne

ranking

  • https://buzzoole.com/carmy/
  • https://buzzoole.com/margaret.dallospedale_fb
  • https://buzzoole.com/simonamuv.giorgi_fb

e possiamo “spiare” sempre il loro campo di competenza, vediamo Carmy la prima in classifica

carmy_buzzoole

Vediamo che ha molta influenza su ciò che è fotografia e food, infatti ha un canale youtube molto seguito di ricette.

Ma quali campagne potete trovare su Buzzoole? Ecco qui un esempio
campagne-buzzoole

Se il “cervellone” di Buzzoole vi riterrà idoneo al target scelto dal brand per la sua campagna riceverete una proposta che vi farà vincere dei punti che, ricordate, potrete convertire in buoni Amazon!

Ecco un esempio di campagna a cui ho partecipato (ma di cui non vi posso svelare il brand)

campagna_buzzoole

Mi è bastato un tweet, un post su facebook e uno su instagram e i punti mi sono andati in tasca 🙂

 

Se questo articolo ti è stato utile e vuoi provare anche tu a partecipare ad una campagna su Buzzoole
CLICCA SUL MIO INVITO ➡️ https://buzzoole.com/referral/invite/wj08y9qv96LeyxEB ⬅️

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Eccellenze in digitale di Google: FATTO ✔️

logo_eccellenze_digitali

Avendo fatto della formazione un punto di forza nella mia strategia di personal branding, durante l’estate mi sono dedicato allo studio per la certificazione di inglese e la lettura di “La pubblicità su Facebook. Solo i numeri che contano” di Alessandro Sportelli che consiglio a tutti coloro che vogliono fare social media in maniera professionale perché illustra in maniera pratica le differenze tra Google Adwords e Facebook Ads, con molti esempi di strategie adottate con i suoi clienti.

Come “gioco” ho voluto provare invece il programma di formazione “Eccellenze in digitale” di Google e patrocinanto da Unioncamere, per educare al digitale le eccellenze italiane che sul digital sono rimaste un po’ indietro nonostante un buon fatturato sull’export, proprio per questo il programma viene anche associato al Made in Italy.

Cosa è e come funziona “Eccellenze in digitale”

Mi permetto di descriverlo come un gioco per due motivi: il primo è che gli argomenti non sono proprio approfonditi, ma generici, quindi cose che sapevo già (ma c’è sempre da imparare!), secondo motivo perché si può fare anche dal cellulare, basta seguire le lezioni video (durata massima si una lezione credo 5 minuti) e fare dei test a fine lezione.

Il programma del corso è personalizzato e adattato alle proprie esigenze, infatti alla registrazione viene chiesto che tipo di lavoro si fa, perché si vuole fare questo corso e quali argomenti interessano di più. Io ovviamente ho messo un profilo professionale di chi vuole sapere un po’ di tutto e il mio piano di studi è stato di ben 23 argomenti e circa 90 lezioni video (ogni video ha anche una trascrizione che potete leggere se non potete ascoltare il video). Ecco la lista e l’immagine dell’album dei badge per i livelli completati:

  1. Le opportunità online
  2. I tuoi primi passi verso il successo online
  3. Costruisci la tua presenza online
  4. Stabilisci un contatto tramite email
  5. Inizia a usare la ricerca
  6. Fatti scoprire con la ricerca
  7. Usa la ricerca per i tuoi obiettivi
  8. Fatti notare con gli annunci di ricerca
  9. Migliora le tue campagne nella rete di ricerca
  10. Inizia a usare l’analisi dei dati
  11. Raggiungi il successo con l’analisi dei dati
  12. Fatti notare nella tua zona
  13. Aiuta le persone nella tua zona a trovarti online
  14. Fatti notare grazie ai social media
  15. Approfondisci le strategie sui social media
  16. Scopri tutte le opportunità del mobile
  17. Usa il mobile per i tuoi obiettivi
  18. Fai pubblicità su altri siti web
  19. Scopri i segreti della pubblicità display
  20. Espandi il tuo business a livello internazionale
  21. Ottieni il massimo dai video
  22. Crea il tuo negozio online
  23. Aumenta le vendite online

badge_eccellenzedigitali_google

Anche Google come potete capire ha fatto della formazione un elemento chiave, d’altronde più gente sa usare i suoi strumenti più li usano e ci guadagna, per questo non mancano i corsi di programmazione di app android e corsi per certificarsi come “partner di Google”, esperto in Google Analytics e Adwords (che sarà il mio prossimo passo).

Intanto ecco un’anteprima del mio certificato come Eccellenza in digitale by Google.

Eccellenze in digitale - Certificato Michele Scarpinato

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Ancora formazione: Personal Branding e Digital media per il Turismo Culturale

Aprile è un mese di formazione intensa, e così mentre termino i corsi di informatica di base per le classi prime e terze di una scuola media palermitana, partirà il

Corso “Digital media per il Turismo Culturale.

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Per questo corso curerò i moduli da circa 30 ore l’uno, su “GESTIONE DELLA REPUTAZIONE ONLINE NEL SETTORE TURISTICO – USO DI TRIPADVISOR” e “ L’USO DEI SOCIAL NETWORK PER LA PROMOZIONE TURISTICA DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE“.

Gli argomenti trattati in GESTIONE DELLA REPUTAZIONE ONLINE NEL SETTORE TURISTICO – USO DI TRIPADVISOR sono:

  • Introduzione all’online reputation
  • Pianificare reputation plan
  • Panoramica diversi Social media utili nel settore turistico
  • Content management
  • Strumenti di base per il monitoraggio
  • Strumenti avanzati per il monitoraggio
  • Focus su Tripadvisor

mentre per L’USO DEI SOCIAL NETWORK PER LA PROMOZIONE TURISTICA DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE tratterò di:

  • Come collegare i Social al vostro sito
  • Facebook Marketing
  • Come aumentare il numero di contatti
  • M-tourism
  • Monitoraggio online

Il corso inoltre include dei moduli sulla creazione e gestione di un sito in WordPress e sulla comunicazione del aptrimonio immateriale della Sicilia.

Il corso prevede la presentazione dalla durata di 5 ore di presenza in aula per ogni modulo e poi la fruizione online delle lezioni, quindi comodamente da casa a qualsiasi ora,

Per iscriversi basta compilare il seguente modulo online http://bit.ly/corsi-umayyad

Per maggiori informazioni consultare l’evento Facebook https://www.facebook.com/events/974760949259845/

Inoltre si

Replica con il workshop sul Personal Branding Online

La replica è prevista per il 21 aprile, sempre dalle 18 alle 20 presso il cowork SEND.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo Replica: Workshop PERSONAL BRANDING ONLINE

“Dulcis in fundo” vi lascio due link a libri importanti sia che siate interessati al Personal Branding sia che siate interessati ai social media per il turismo.