La mia esperienza al Lucca Comics & Games 2016

bg-2016

Grazie alla vicinanza che c’è tra Pisa e Lucca, finalmente quest’anno ho potuto partecipare al Lucca Comics & Games, manifestazione che seguo su internet da diversi anni più per la parte dei fumetti che dei giochi. È considerata la più importante rassegna italiana del settore, prima d’Europa e seconda al mondo, dopo il Comiket di Tokyo e ovviamente attira centinaia di cosplayer, dai professionisti agli amatoriali fino a chi crede che sia carnevale, che sono benvenuti ugualmente perché lo spirito è quello del divertimento.

La manifestazione occupa tutto il centro storico di Lucca, che è racchiuso dalle antiche mura medievali che permettono di distinguere gli ingressi con biglietti, ingressi liberi e soprattutto da cornice paesaggistica per il cosplay, specie in ambientazione steampunk o medievali. I negozi si trasformano in negozi di abbigliamento, oggettistica, fumetterie e dove possibile in rivenditori di panini. Un angolo della città diventa una vera e propria isola giapponese con stand dedicati alla cultura nipponica.

Il costo dei biglietti varia per giorno e confrontati con i biglietti di fiere minori è piuttosto accessibile, si paga al massimo 20€ per una giornata e il sold out di 80 mila biglietti è stato raggiunto domenica 30 ottobre e sfiorato il sabato. Il biglietto serve per poter accedere agli stand con i fumetti, con i giochi e i videogames ed ad alcuni eventi. Altri eventi e la città rimangono comunque aperti a tutti (esattamente domenica a Lucca c’erano 80mila paganti, più i lavoratori, più i visitatori non paganti… forse mancavano i residenti scappati chissà dove).

Una manifestazione così importante e bella andava vissuta e io per fortuna ho avuto l’occasione di lavorarci. Purtroppo non sono riuscito a leggere in tempo il bando per fare parte del Social Media Team che mi avrebbe permesso di girare di più, conoscere gli autori e soprattutto avrei potuto fare il mio lavoro principale, però sono riuscito come promoter Intel dentro lo stand ESL Arena.

Il mio compito è stato quello di promuovere il brand Intel e i suoi processori in ambito gaming facendo provare l’HTC Vive con i giochi di Steam e con Overwatch. In parole povere, facevo giocare le persone! Eravamo in tanti da noi promoter allo staff Intel, dai ragazzi di Mediaworld di Lucca ai ragazzi “assoldati” da Progaming, ma abbiamo formato una sola squadra che ha reso ancora più piacevole le ore a ripetere le stesse cose. Le fila erano sempre lunghe per giocare ma sempre composte nonostante le attese dai 20 ai 40 minuti per giocare (solo 4 minuti con il Vive).

Le postazioni di Overwatch erano tutte di msi, sia desktop che portatili, connessi in LAN per giocare tra loro, mentre i due visori di realtà virtuale erano supportati da un HP Omen e un Predator di Acer, tutti con Core i7 6700 e schede nVidia top.

A provare i visori persone di tutte le età, da bambine di 6 anni che volevano provare lo sparatutto  Space Pirate Trainer agli autori di fumetti che con Tilt Brush hanno potuto disegnare in 3D. Per chi provava per la prima volta il visore consigliavamo invece theBlue, 3 ambientazioni infondo al mare con poca interazione ma che permette di esplorare i movimenti nello spazio il senso di profondità e la comodità del visore. Ovviamente tutto possibile grazie alla configurazione tecnologica anche dei PC.

Inutile dire che la pausa pranzo e la pausa sigaretta che non fumo erano tutte spese in giro a fotografare cosplayer e nei padiglioni dei fumetti, purtroppo senza portare a casa nessun autografo in quanto le fila erano sempre lunghe e (giustamente) lente. Tra gli acquisti di cui vado più orgoglioso c’è un albo che raccoglie la storia di Tiramolla dal 1952 al 2002.

Purtroppo non sono riuscito neanche a vedere i padiglioni del games e del Giappone, ma avendo il tempo contato ho preferito dare spazio ai padiglioni con i fumetti e interessarmi a quegli editori di nicchia il cui lavoro è più una missione che una fonte di guadagno, pubblicando titoli impegnativi come fa Beccogiallo o Zap Edizioni, oppure conoscere i giovani artisti che distribuiscono le loro produzioni sul web grazie a Shockdom.

Un evento sicuramente consigliato e a cui vorrei partecipare, magari in modo più libero, perché tutte queste persone con la voglia di divertirsi mi carica davvero moltissimo!

Se sei un Vero Nerd dovresti sapere che Amazon ha uno store dedicato alle nostre passioni
➡️http://amzn.to/2feUMOE

 

Per vedere un po’ di foto qui c’è l’album facebook

e al solito su instagram cercando @micscarpinato

Salva

Salva

Salva

Salva

Salva

Influencer marketing e l’esperienza con Buzzoole

Questo articolo è un po’ lungo perché strutturato in due sezioni, la prima sull’influncer marketing e la seconda sulla mia esperienza con Buzzoole.

Cosa è l’influencer marketing? Chi sono gli influencer?

Nel mio workshop sul Personal Branding Online, rivolto a coloro che volevano migliorare la propria presenza online per ragioni soprattutto professionali, ho sentito l’esigenza di chiarire chi fossero gli influencer. Questo perché rileggendo le slide come se fossi stato un uditore mi sono chiesto se questi strumenti mi avrebbero dato automaticamente i poteri dell’influencer.
Allora ho preparato una slide con questa definizione:

L’influencer è una persona che ha consenso da parte di un suo audicence, aggrega quindi utenti su un tema, crea la sua community.

L’influencer influenza, cioè fa tendenza.

Fiorello è un testimonial, Favij è un influencer.

Fiorello è un personaggio famoso pagato per metterci la faccia a garanzia del prodotto X piuttosto che del prodotto Y. Abbiamo visto numerosi personaggi essere testimonia tanto del prosciutto che delle compagnie telefoniche, senza che nessuno attribuisse loro una certa competenza in materia enogastronomica o di economia domestica.

Favij invece è un influencer, una persona che senza essere pagata parla con competenza (più o meno) di videogiochi e aggrega intorno a sé la community dei gamer, che compreranno i giochi che lui suggerisce, le cuffie che lui indossa e così via, senza però magari influenzarli su altre tematiche, quali per esempio l’abbigliamento.

L’influencer quindi è una persona che influenza le decisioni altrui ed è sempre esistita anche prima del web. Un esempio? Dovete comprare una fotocamera nuova e chiamate quel cugino/amico/collega di lavoro che sapete essere un mega esperto di fotografia, che vi parla con competenza di lunghezze focali, filtri e sensori. Ecco il vostro cugino/amico/collega di lavoro vi influenzerà e seguirete i suoi consigli e le sue avvertenze.

Il web non ha fatto altro che ampliare la voce di questi influencer che attraverso ai blog e ai social network riescono a comunicare con una moltitudine di persone che se riterranno valide quelle informazioni tenderanno a seguire le sue parole, creando appunto quella community di cui sopra.

Il mondo del marketing sa bene quante sono importanti le community e per questo sempre più interessato a studiare ed investine su internet, sul web e in particolare sui social media, che fanno appunto network. Non poteva sfuggire al marketing quindi il cugino-esperto 2.0 che abbiamo chiamato influencer, e non poteva sfruttarlo per il suo scopo primo: la vendita.

Secondo uno studio di McKinsey, il word-of-mouth [passaparola, ndr] genera più del doppio delle vendite della pubblicità a pagamento, e questi clienti hanno un tasso di ritenzione superiore al 37%.
Fonte: Skande

E allora perché non sfruttare gli influencer per scatenare il passarola? Non si tratta di chiedergli di fare una spudorata pubblicità, ma di fargli parlare direttamente o indirettamente dei prodotti da promuovere. Per “indirettamente” intendo l’uso di un prodotto che però non viene quasi mai nominato ma che è riconoscibile, per esempio una maglietta, un paio di occhiali o un frullatore. “Direttamente” invece significa chiedergli di parlare della sua personale esperienza con quel prodotto. Ancora un esempio pratico: l’influencer come tester di un prodotto. Il nostro esperto di cucina potrebbe ricevere in dona i nuovi sughi pronti Barilla in cambio di una recensione o di una videoricetta.

Per quelle aziende che decidono di utilizzare questa strategia di comunicazione il passo è diventato sempre più facile. Prima bisognava andare su Google e cercarsi le persone che parlano al nostro target, capire quanti seguaci/adepti/follower avessero e poi concordare prezzi e strategie.

A semplificare questo lavoro sono nate diverse piattaforme per l’influencer marketing, da Klout a Launch Metrics (che ingloba Agure) e Buzzoole di cui scriverò abbondantemente dopo.

Klout assegna, con un discutibile algoritmo, un punteggio di influenza alla persona collegando tutti gli account social. Molto utile per gli aspiranti influencer per leggere cosa scrivono le persone più influenti di loro e seguire la loro onda, poco comodo invece per le agenzie che cercano influencer per le loro campagne. Klout è stata comprata da Lithium Technologies, che aiuta le aziende a conquistare e coinvolgere i clienti attraverso i social network, quindi le statistiche raccolte da Klout potrebbero essere di fondamentale importanza. Da questa piattaforma però non si muove ancora nulla di interessante in Italia.

Su piattaforme come Launch Metrics e Buzzoole invece si raccolgono da un lato candidature di aspiranti influencer, dall’altro i brand e le loro campagne pubblicitarie. La piattaforma incrocerà poi la la domanda e l’offerta. Vedremo subito dal vivo come funziona Buzzoole per capire meglio!

Come funziona Buzzoole?

Per candidarsi a influencer su Buzzoole bisogna essere attivi su almeno uno dei tre social media più importanti, Facebook, Twitter o Instagram. Una volta registrati attraverso un social sarà possibile completare il profilo con quante più informazioni possibili, specialmente tutti gli altri social a cui siete iscritti e collegare il vostro o i vostri blog, che andranno verificato con un pixel in una pagina a caso del vostro sito.
In questo modo il “cervellone” di Buzzoole farà un’analisi dei canali collegati per capire di cosa parlate e quando esercitate maggiormente influenza sui vostri amici/follower/lettori.

Vediamo di seguito il mio grafico a “radar” cosa dice sulle mie influenze.

Mentre su Instagram e su Twitter ci becca bene, al momento della pubblicazione del post mi dà una strana configurazione degli interessi su Facebook che mi vede più legato al fashion che alla tecnologia, cosa assolutamente strana. Probabilmente perché va a prendere gli interessi vicino alle mie pagine facebook collegate. E’ più probabile che RicettaSpagnola sia più vicino all’ambito Fashion che a quello Tech.
Alla nostra iscrizione riceviamo già dei punti che aumenteranno con il nostro uso della piattaforma, per esempio installando l’app anche sul nostro dispositivo android o ios, invitando gli amici a partecipare e soprattutto partecipando alle campagne. Questi punti potranno poi tradursi in… buoni Amazon!!!
Esattamente, la convenienza di partecipare alla piattaforma di influencer marketing è che si può guadagnare dal promuovere campagna pubblicitarie. Raggiungere 50 punti non è così poi difficile e già si possono convertire in 15€ di buono, con 250 punti possiamo avere 100€!
Il gioco vale la candela, per partecipare ad una campagna spendi da una decina di minuti ad un’oretta scarsa e puoi guadagnare questi piccoli extra da spendere su Amazon.

Come vi dicevo anche invitare gli amici fa acquisire punti e qui c’è il mio link d’invito, cliccateci per provare Buzzoole ➡️ https://buzzoole.com/referral/invite/wj08y9qv96LeyxEB.

Una volta analizzati i vostri dati Buzzole non solo vi dà quel grafico a “radar” ma anche una serie di statistiche, vediamo un po’ per instagram:

clicca per ingrandire
Clicca sull’immagine per ingrandire

sembro essere influente nel settore “travel”, mentre su Facebook lo sono per “Internet e Social Media”

Clicca sull'immagine per ingrandire
Clicca sull’immagine per ingrandire

Il mio profilo su Buzzoole è https://buzzoole.com/micscarpinato/ dal quale si possono vedere i canali che ho collegato e le connessioni che ho. Si capisce subito che non sono uno youtuber!

Su Buzzoole inoltre è possibile seguire i propri amici iscritti e altri influencer per sapere cosa pubblicano e trarre ispirazione per il proprio audience. Possiamo anche vedere una classifica dei profili e vediamo che son 3 donne

ranking

  • https://buzzoole.com/carmy/
  • https://buzzoole.com/margaret.dallospedale_fb
  • https://buzzoole.com/simonamuv.giorgi_fb

e possiamo “spiare” sempre il loro campo di competenza, vediamo Carmy la prima in classifica

carmy_buzzoole

Vediamo che ha molta influenza su ciò che è fotografia e food, infatti ha un canale youtube molto seguito di ricette.

Ma quali campagne potete trovare su Buzzoole? Ecco qui un esempio
campagne-buzzoole

Se il “cervellone” di Buzzoole vi riterrà idoneo al target scelto dal brand per la sua campagna riceverete una proposta che vi farà vincere dei punti che, ricordate, potrete convertire in buoni Amazon!

Ecco un esempio di campagna a cui ho partecipato (ma di cui non vi posso svelare il brand)

campagna_buzzoole

Mi è bastato un tweet, un post su facebook e uno su instagram e i punti mi sono andati in tasca 🙂

 

Se questo articolo ti è stato utile e vuoi provare anche tu a partecipare ad una campagna su Buzzoole
CLICCA SUL MIO INVITO ➡️ https://buzzoole.com/referral/invite/wj08y9qv96LeyxEB ⬅️

safe_image

Eccellenze in digitale di Google: FATTO ✔️

logo_eccellenze_digitali

Avendo fatto della formazione un punto di forza nella mia strategia di personal branding, durante l’estate mi sono dedicato allo studio per la certificazione di inglese e la lettura di “La pubblicità su Facebook. Solo i numeri che contano” di Alessandro Sportelli che consiglio a tutti coloro che vogliono fare social media in maniera professionale perché illustra in maniera pratica le differenze tra Google Adwords e Facebook Ads, con molti esempi di strategie adottate con i suoi clienti.

Come “gioco” ho voluto provare invece il programma di formazione “Eccellenze in digitale” di Google e patrocinanto da Unioncamere, per educare al digitale le eccellenze italiane che sul digital sono rimaste un po’ indietro nonostante un buon fatturato sull’export, proprio per questo il programma viene anche associato al Made in Italy.

Cosa è e come funziona “Eccellenze in digitale”

Mi permetto di descriverlo come un gioco per due motivi: il primo è che gli argomenti non sono proprio approfonditi, ma generici, quindi cose che sapevo già (ma c’è sempre da imparare!), secondo motivo perché si può fare anche dal cellulare, basta seguire le lezioni video (durata massima si una lezione credo 5 minuti) e fare dei test a fine lezione.

Il programma del corso è personalizzato e adattato alle proprie esigenze, infatti alla registrazione viene chiesto che tipo di lavoro si fa, perché si vuole fare questo corso e quali argomenti interessano di più. Io ovviamente ho messo un profilo professionale di chi vuole sapere un po’ di tutto e il mio piano di studi è stato di ben 23 argomenti e circa 90 lezioni video (ogni video ha anche una trascrizione che potete leggere se non potete ascoltare il video). Ecco la lista e l’immagine dell’album dei badge per i livelli completati:

  1. Le opportunità online
  2. I tuoi primi passi verso il successo online
  3. Costruisci la tua presenza online
  4. Stabilisci un contatto tramite email
  5. Inizia a usare la ricerca
  6. Fatti scoprire con la ricerca
  7. Usa la ricerca per i tuoi obiettivi
  8. Fatti notare con gli annunci di ricerca
  9. Migliora le tue campagne nella rete di ricerca
  10. Inizia a usare l’analisi dei dati
  11. Raggiungi il successo con l’analisi dei dati
  12. Fatti notare nella tua zona
  13. Aiuta le persone nella tua zona a trovarti online
  14. Fatti notare grazie ai social media
  15. Approfondisci le strategie sui social media
  16. Scopri tutte le opportunità del mobile
  17. Usa il mobile per i tuoi obiettivi
  18. Fai pubblicità su altri siti web
  19. Scopri i segreti della pubblicità display
  20. Espandi il tuo business a livello internazionale
  21. Ottieni il massimo dai video
  22. Crea il tuo negozio online
  23. Aumenta le vendite online

badge_eccellenzedigitali_google

Anche Google come potete capire ha fatto della formazione un elemento chiave, d’altronde più gente sa usare i suoi strumenti più li usano e ci guadagna, per questo non mancano i corsi di programmazione di app android e corsi per certificarsi come “partner di Google”, esperto in Google Analytics e Adwords (che sarà il mio prossimo passo).

Intanto ecco un’anteprima del mio certificato come Eccellenza in digitale by Google.

Eccellenze in digitale - Certificato Michele Scarpinato

Salva

Salva

Ancora formazione: Personal Branding e Digital media per il Turismo Culturale

Aprile è un mese di formazione intensa, e così mentre termino i corsi di informatica di base per le classi prime e terze di una scuola media palermitana, partirà il

Corso “Digital media per il Turismo Culturale.

fb_cover_evento

Per questo corso curerò i moduli da circa 30 ore l’uno, su “GESTIONE DELLA REPUTAZIONE ONLINE NEL SETTORE TURISTICO – USO DI TRIPADVISOR” e “ L’USO DEI SOCIAL NETWORK PER LA PROMOZIONE TURISTICA DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE“.

Gli argomenti trattati in GESTIONE DELLA REPUTAZIONE ONLINE NEL SETTORE TURISTICO – USO DI TRIPADVISOR sono:

  • Introduzione all’online reputation
  • Pianificare reputation plan
  • Panoramica diversi Social media utili nel settore turistico
  • Content management
  • Strumenti di base per il monitoraggio
  • Strumenti avanzati per il monitoraggio
  • Focus su Tripadvisor

mentre per L’USO DEI SOCIAL NETWORK PER LA PROMOZIONE TURISTICA DELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE tratterò di:

  • Come collegare i Social al vostro sito
  • Facebook Marketing
  • Come aumentare il numero di contatti
  • M-tourism
  • Monitoraggio online

Il corso inoltre include dei moduli sulla creazione e gestione di un sito in WordPress e sulla comunicazione del aptrimonio immateriale della Sicilia.

Il corso prevede la presentazione dalla durata di 5 ore di presenza in aula per ogni modulo e poi la fruizione online delle lezioni, quindi comodamente da casa a qualsiasi ora,

Per iscriversi basta compilare il seguente modulo online http://bit.ly/corsi-umayyad

Per maggiori informazioni consultare l’evento Facebook https://www.facebook.com/events/974760949259845/

Inoltre si

Replica con il workshop sul Personal Branding Online

La replica è prevista per il 21 aprile, sempre dalle 18 alle 20 presso il cowork SEND.

Per maggiori informazioni consulta l’articolo Replica: Workshop PERSONAL BRANDING ONLINE

“Dulcis in fundo” vi lascio due link a libri importanti sia che siate interessati al Personal Branding sia che siate interessati ai social media per il turismo.

Workshop sul Personal Branding

who are you? personal branding image

Il Personal Branding è un’attività molto importante per chiunque oggi si voglia distinguere nel mercato del lavoro, sia che ci poniamo come libero professionista, come dipendente sia come manager che rappresenta la sua società.

Il celebre motto

“Se non ti distingui ti estingui”

è valido anche per le persone. Oggi il mercato del lavoro è competitivo, sia per la globalizzazione, sia per l’alto numero di persone qualificate. Come emergere? Prima di tutto vedremo quali sono i valori che ci rendono unici, o il più possibile ci differenziano dagli altri, cercheremo di capire per quale target i nostri valori sono risorse e ci confronteremo con la concorrenza.

Andremo quindi a crearci il nostro “posizionamento” come si dice nel marketing classico.

Dopodiché passeremo alle strategie di marketing adeguate per comunicare il norstro brand.

Il workshop è gratuito e si terrà Venerdì 25 marzo, dalle 18 alle 20, presso il cowork SEND.

Il workshop è organizzato da Formidee, asssociazione culturale di Palermo di cui sono presidente e se volete sapere di più sul workshop e su come iscrivervi leggete la relativa scheda Workshop: Personal Branding Online.

Corso di formazione in editoria

Locandina corso di editoria palermo

Si svolgerà a Palermo il primo corso base di editoria dell’Accedemia delle editorie, accedemia nata in seno alla casa editrice Villaggio Maori che a Catania vanta già numerose edizioni in collaborazione anche con la università catanese.

Per questo corso mi è stato proposto di occuparmi delle lezioni di web marketing e social media, lezioni che si svolgeranno il 6 febbraio.

Sbarca a Palermo la prima edizione del Corso base di Editoria organizzato dalla Villaggio Maori Edizioni, in collaborazione con Accademia delle Editorie e SEND Sicilia. Il corso nasce con l’obiettivo di fare formazione editoriale e creare figure professionali qualificate in grado di svolgere un ruolo fondamentale nell’organizzazione di una casa editrice, con particolare attenzione ai settori della progettazione, realizzazione, promozione e vendita di prodotti editoriali. Il corso si articolerà in 13 lezioni per un totale di 55 ore tenute da professionisti del settore tra cui Andrea Gentile (direttore editoriale Il Saggiatore) e Natale Benazzi (San Paolo Edizioni), presso la sede di SEND Sicilia (via Roma, 194) il sabato e la domenica dalle 11 alle 17. Il corso è aperto a studenti universitari, laureandi e laureati di primo e secondo livello in qualunque disciplina.

Info: francesca@villaggiomaori.com – 3407445159

DESTINATARI E CRITERI DI AMMISSIONE

Studenti universitari, laureandi e laureati di primo e secondo livello in qualunque disciplina.

IL CORSO È A NUMERO CHIUSO: IL LIMITE MASSIMO DI PARTECIPANTI È 15.

Le iscrizioni verranno chiuse il 28 novembre 2015; nel caso in cui il numero massimo di iscritti previsto (15 iscritti) fosse raggiunto prima della data stabilita, le iscrizioni verranno chiuse anzitempo.

SBOCCHI PROFESSIONALI:

Case editrici, agenzie di servizi editoriali e self-publishing, agenzie letterarie, agenzie di comunicazione.

Le figure professionali formate saranno in grado di spendere concretamente le abilità maturate all’interno del panorama editoriale italiano con ruoli che vanno dal redattore editoriale all‘esperto di comunicazione e marketing, dal consulente editoriale all’esperto di editing.

INIZIO DEI CORSI:

Anno Accademico 2015/2016: 5 dicembre 2015

DURATA:

Circa 55 ore in aula (da dicembre a febbraio)

COSTO:

€ 600,00 iva inclusa

Per maggiori informazioni leggere Accademia delle Editorie anche a Palermo – Corso base.

E se siete cuiri ecco la lista su Amazon di libri editi da Villaggio Maori

 

Come scegliere il nome del tuo sito e perché

come scegliere nome dominio sito seo friendly domain names
Il nome del sito è detto tecnicamente nome del dominio e per fare un esempio pratico si intende la parte in grassetto di nomesito.com.

Il nome del sito è molto importante perché deve aiutare chi vi sta cercando a trovarvi, per questo ci sono due modi di scegliere il nome a dominio: il primo è il nome dell’azienda, dopo aver uno sforzo di naming per il vostro brand usate il vostro nome per il vostro sito, se la vostra azienda si chiama Vattelapesca verosimilmente il vostro sito sarà vattelapesca.it perché chi vi cerca sui motori di ricerca scriverà il vostro nome (attenzione a non fare lo stesso errore del centro commerciale guadagna.com di Palermo); il secondo modo di scegliere un nome a dominio è quello di richiamare le parole chiave che coincidono con la vostra attività chiave per cui volete essere trovati, in questo caso per voi non è tanto importante affermare il vostro brand quanto piuttosto i vostri contenuti, per esempio siete un notaio palermitano il cui nome non è tra i più conosciuti potete chiamare il vostro sito notaiopalermo.it o se volete costruire un sito che raccoglie gli indirizzi di tutti gli studi notarili del capoluogo siciliano potrete chiamarlo studinotarilipalermo.com, ovvero con le stesse parole chiave che le persone cercherebbero su google e semplice da ricordare.

Uno dei motivi interessanti per scegliere questo secondo metodo è che la posizione del sito sui motori di ricerca è influenzato dall’URL (dal nome del link in parole povere), che è fatto in primis dal nome del dominio. A causa di questo secondo motivo troppo spesso accade che si guardi più al fattore SEO che alla onnicomprensiva strategia di marketing, e se la pizzeria Vattelapesca si trova Bagheria il SEO vi consiglierà di chiamare il vostro sito pizzeriabagheria.com così forse sarete i primi su google cercando “pizzeria a bagheria” ma rischiate di rimanere anonimi nella mente del potenziale cliente che magari cerca “pizzeria a bagheria” perché cerca la pizzeria Vattelapesca e non ricorda il nome in quell’istante. Si potrebbe immaginare la soluzione pizzeriavattelapescabagheria.com buona, onnicomprensiva ma leggermente un po’ lunga.

Il nome a dominio è un fattore così importante per cui esistono da molti anni dei siti di brokeraggio dei domini, in cui si vendono e comprano, anche con aste al rialzo, i nomi dei domini, il più famoso di questi è sedo.com in cui non è difficile trovare trovare nomi a dominio dal valore di 999$.

Il domain marketing inoltre prevede anche un lato oscuro, ovvero l’acquisizione di domini che potrebbero interessare ad alcune aziende o persone con lo scopo di rivenderglielo ad un prezzo maggiore, oppure usare nomi simili come republica.it, con una sola B, per attirare visite di chi digita erroneamente l’indirizzo.

Oggi è possibile accaparrarsi ancora dei buoni nomi a dominio con pochi euro e conservarli per rivenderli o per future attività. Già da tempo acquistai domini che hanno a che fare con la pescaturismo e l’ittiturismo in Sicilia, e ultimamente ho comprato anche seosocialmedia.it in cui sposterò questo blog, marketingnoprofit.it, infine ricetteperdiabetici.it.

Importante è riuscire anche a comprare lo stesso nome con più domini, per esempio ho acquistato il dominio cicloturismoinsicilia.it che ridireziona a cicloturismoinsicilia.com, in modo che nessun altro lo possa comprare e avere il mio stesso vantaggio sulla combinazione delle parole chiave nel nome a dominio.

Ma come scegliere bene un nome a dominio?

Il primo modo, quello con il nome dell’azienda è molto semplice, basta trovarlo libero, altrimenti si aggiunge la città, oppure la forma societaria o si prova a cambiare il dominio finale (essenzialmente ciò che ho usato per il mio personal brand con Scapinato.it).

Il secondo modo invece è quello che ho usato per registrare tutti gli altri domini per esempio, prima di creare ricettaspagnola.it, portale di cucina spagnola, ho fatto un’indagine con i diversi keyword tool per verificare quali termini fra “ricetta spagnola” e “cucina spagnola” fossero più ricercati. Come potete intuire è stato i primo termine a vincere, e non era così scontato.

L’analisi delle parole chiave, sia per quanto riguarda la scelta del nome a dominio, e soprattutto per gli annunci adwords, è fondamentale perché provare ad immaginare come cercano le altre persone non è affatto facile (io non cercherei mai “ricette x diabetici”, ma ho avuto riscontro che è una query popolare). Più il mercato è di nicchia più le parole chiave e le loro combinazioni sono particolari e conosciute solo a chi conosce quel mercato quindi si possono anche perdere delle ore in questa fase, soprattutto considerando che dobbiamo anche guardare alla concorrenza, infatti se esistesse già ricetteperdiabetici.com, il mio ricetteperdiabetici.it dovrebbe sgomitarsi con quello per le prime posizioni sul podio del motore di ricerca.

Chiudo l’articolo con alcuni tool gratuiti che potete utilizzare per cercare nomi a dominio:

  • Google Keyword Tool, Google Trends e Semrush per l’analisi del volume di ricerca delle parole chiave;
  • http://whois.domaintools.com/ per verificare con la funzione whois a chi appartiene un dominio registrato
  • Register.it per verificare quali domini sono liberi a partire da quello scelto e la possibilità di acquistarli.

Attenzione alla policy di Google URL Shortner

Attenzione, perché la policy è una di quelle cose che non leggiamo mai ma che ci possono far fare brutta figura!

Google URL Shortner è un servizio di Google per accorciare i link e condividerli facilmente sia sui social che sulla carta stampata, anzi soprattutto su questi ultimi, infatti anziché scrivere un link lunghissimo relativo ad una pagina interna del nostro sito, basta usare un link breve tipo: http://goo.gl/gugs17 facile da ricopiare a mano sulla barra degli indirizzi del nostro browser.

Il link che ho usato come esempio è l’abbreviazione di http://www.scarpinato.it, ma si potrebbe accorciare con lo stesso numero di caratteri un link lungo come http://www.amazon.it/ref=as_li_ss_tl?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&tag=accountaffiliate-21

Le piattaforme per accorciare gli URL (detti spesso semplicemente “link”) permettono anche di misurare i click fatti sul link corto, come potete vedere in questo screenshot

Screenshot google url shortner

Fino a qui tutto molto chiaro e mai avuti problemi sino a ieri sera quando ho condiviso con gli iscritti alla newsletter l’e-book Briciole di Web Marketing e utilizzato l’url abbreviato per misurare i download del file zippato.
Poche ore dopo l’invio dell’email ho fatto una triste scoperta, il link accorciato ha smesso di funzionare e non perché dentro una newsletter o nel codice html del sito, come inizialmente sospettato, ma perché secondo la policy di Google URL Shortner (la trovate qui) non è possibile accorciare link a file .apk, .dmg, .exe, .zip ed altri eseguibili.

Allora ho mandato una email di errata corrige, sistemato tutti i link con il link originale al file e impostato con Google Tag Manager il monitoraggio dei Download.

Per saperne di più su gli URL Shortner vi consiglio di leggere: URL Shortener: 5 modi per sfruttarli al massimo.

Come fare lead generation per attrarre clienti

aacquisre clienti

Un altro articolo su come attrarre clienti, non perché sia l’unica cosa che fa il marketing, non perché sia la più importante, ma perché è il problema che attanaglia giornalmente molti di noi.

Sappiamo che il vantaggio principale del web marketing è la possibilità di mirare ad un target preciso, quello che corrisponde ai nostri potenziali clienti e non alla massa in generale, sprecando soldi per comunicare con chi non è interessati ai nostri servizi e prodotti.

Per comunicare con il nostro target abbiamo due vie, una molto costoso e una che rasenta la gratuità.

La prima via è anche la prima per ordine in quanto spesso è necessaria da percorrere per un breve termine prima di arrivare alla seconda, ovvero la caccia costante di interessati alla nostra attività pagando le piattaforme che ci permetto di raggiungerli. Per esempio noi possiamo raggiungere gli interessati alle palestre di Palermo, andando a creare annunci adwords per le ricerche su Google provenienti da Palermo per tutte quelle parole chiave che hanno a che fare con palestre, sport e benessere fisico. Possiamo creare banner da piazzare sui siti che trattano questi argomenti oppure annunci su facebook per tutti coloro che vivono a Palermo, hanno un’età media in linea con il nostro target e sono interessati alle discipline che noi proponiamo nella nostra palestra.

Questa via funziona ma se si considera come l’unica via i risultati non ripagheranno di molto le spese. Quindi dobbiamo pensare a percorrere questa prima strada in funzione della seconda, ovvero costruire una lista di contatti a cui comunicare direttamente a spese quasi zero attraverso la nostra newsletter e i nostri canali social (l’unico costo sarà la gestione di questi canali gratuiti e il “magnete” di cui scriverò più avanti).

Lead generation

La generazione di una lista di contatti in gergo chiamata lead generation e consiste nel portare gli interessati alla nostra attività all’interno del nostro sito, fargli lasciare un contatto che sia email se vogliamo concentrare la nostra strategia sulla newsletter, che sia un “Mi piace” sulla nostra pagina facebook se vogliamo puntare su Facebook.

Perché una persona interessata alla nostra palestra dovrebbe lasciarci il suo contatto? (sempre per continuare con questo esempio, ma basta cambiare palestra con un’altra attività e va bene uguale). Perché ne deve trarre un beneficio, che non può essere soltanto “Ti informo di tanto in tanto ciò che facciamo”, ma deve dare un valore importante per l’interessato e deve avere la stessa importanza dell’informazione di contatto rilasciato, nel senso che chiedere il numero di telefono (per strategie di SMS marketing o via Whatsapp) richiede qualcosa in cambio che ne valga la pena.

Magnete

Questo qualcosa in cambio è ciò che in gergo si chiama “magnete”. Nel caso della palestra il magnete può essere un periodo di prova gratuita, oppure un particolare gadget come uno zainetto in TNT personalizzato con il logo della palestra.

La persona interessata già diventa un potenziale cliente, inserendo il contatto e stampando il coupon per ritirare lo zaino o il periodo di prova. La persona interessata pertanto si recherà in palestra per riscuotere il suo magnete e lì dovrà avvenire la “conversione” da potenziale cliente a cliente, grazie al marketing diretto del personale preposto in palestra. E se ciò non avviene? Abbiamo il suo contatto, possiamo sempre comunicare con questa persona aggiornandola sulle nostre promozioni, sulle nostre attività e “regalando” loro ulteriori informazioni in modo che si affezioni nel tempo (per esempio si può pensare di registrare brevi video di yoga o di danza o ancora di combattimento) e poterla recuperare in un secondo momento.

Adesso è chiara la differenza tra le promozioni classiche fatte con i volantini e quelle di web marketing? Prima il potenziale cliente veniva, prendeva informazioni, magari anche il magnete, e poi scompariva per sempre, adesso invece noi possiamo comunicare ancora con lui.

Landing page

La generazione di contatti è una cosa facile ma complessa, infatti non è sufficiente creare una pagina per raccogliere le email e che spedisca il magnete all’interessato, bensì bisogna anche disseminare (tramite la prima via) questa pagina, che in gergo si chiama landing page e che ha caratteristiche ben precise e va testata di continuo per ottimizzare i risultati. Inoltre una volta creata la lista di contatti bisogna dialogare con loro, produrre dei contenuti interessanti, altrimenti saremo solo spam di alcun valore e il tempo e il denaro spesi per generare leads sarà sprecato.

Hagakure. Il libro segreto del samurai

copertina-hagakure-libro-segreto-samuraiSono sempre stato affascinato dalle filosofie orienatali e in particolare alla loro applicazione marziale: samurai e ninja non erano solo calci, pugni e armi ma anche codici d’onore e visioni metafisiche del tutto diverse da quelle occidentali, così dopo essermi lasciato introdurre in questo mondo da Eugen Herrigel con il suo Lo zen e il tiro con l’arco, decido di leggere i due classici di riferimento, Hagakure e L’arte della Guerra di Sun Tsu. “Hagakure. Il libro segreto del samurai” è stato con posto intorno al 1700 d.C. e pubblicato per la prima volta due secoli dopo. Esso rappresenta una delle opere più famose e controverse tramandateci dalla letteratura giapponese racchiudendo, sotto forma di brevi aforismi che ho selezionato qui di seguito, l’antica saggezza dei samurai.

Si racconta che al termine di ogni riunione del suo clan Oki Hyobu dicesse sempre:

“I giovani devono sforzarsi di accrescere la loro determinazione e il coraggio. Ciò è possibile solo se il coraggio è radicato nel cuore. Quando la spada è spezzata, bisogna attaccare con le mani. Quando le mani sono amputate, è necessario servirsi delle spalle. Quando le spalle sono ferite bisogna mordere il collo di dieci e persino quindici avversari. Ecco cos’è il coraggio”.

(VII, 40)

Un uomo sosteneva: «Io conosco la forma della ragione e dell’errore».
Quando qualcuno gli chiedeva chiarimenti al riguardo, egli rispondeva:

«La ragione ha quattro angoli e non si muove neppure in una situazione estrema. L’errore è rotondo e, non distinguendo tra bene e male, tra giusto e sbagliato, si lascia rotolare ovunque da una parte e dall’altra».

(X, 5)

Un Samurai disse: “Esistono due tipi di orgoglio: quello interiore e quello esteriore. Il samurai che non li possiede entrambi non vale niente.”

L’orgoglio può essere paragonato ad una spada, la cui lama deve essere affilata e riposta nel fodero. Di tanto in tanto viene sguainata, brandita, poi pulita per essere rinfoderata.

Se la spada del samurai è sempre sguainata e levata minacciosa, tutti ne avranno paura ed egli avrà difficoltà a farsi degli Amici.

Se, al contrario, la spada non viene mai tolta dal fodero, la lama perderà l’affilatura e si coprirà di ruggine, e nessuno temerà più chi la porta.

(II, 120)

Un giorno il maestro Jocho pronunciò questa massima: «Adesso è il momento presente e il momento presente è adesso».
Abbiamo la tendenza a pensare che la vita quotidiana sia diversa dall’attimo decisivo; così quando arriva il momento di agire, non siamo mai pronti. Se siamo convocati al cospetto del daimio o inviati in missione, non troviamo le parole necessarie ad esprimerci. Questi atteggiamenti tendono a mostrare che facciamo continuamente differenza tra “tempo” in senso lato e “momento presente”.
Comprendere l’espressione:«Il momento presente è adesso» significa prepararsi costantemente all’imprevisto.
Il samurai deve essere sempre pronto a esprimersi con chiarezza al pubblico, a essere convocato al cospetto del daimio e persino a incontrare personalità pubbliche come lo Shogun.
Questa disponibilità ad agire è il metodo da applicare per compiere tutte le nostre azioni, sa riguardo alle arti militari sia riguardo ai doveri civili.

(II, 47)

Esiste un detto che afferma: “Quando le acque salgono, la barca fa altrettanto”. In altri termini, di fronte al bisogno l’ingegno si aguzza. E’ vero che gli uomini coraggiosi coltivano tanto più assiduamente le loro qualità, quanto maggiori sono le difficoltà con cui si confrontano. E’ un errore imperdonabile lasciarsi abbattere dalle prove.

(II, 41)

Di certo esiste solo il particolare scopo del momento presente. Tutta la vita è fatta di attimi che si susseguono. Una volta compresa questa regola fondamentale, il samurai non deve più manifestare impazienza né porsi altri scopi. L’esistenza scorre semplicemente.
Tuttavia le persone tendono a dimenticare tale precetto, pensando che esista sempre qualcosa di più importante.
Pochi capiscono il valore di questo principio. Non si può imparare a conformarsi alle proprie decisioni senza perdere la Via, se non dopo una certa età, ma, una volta raggiunta l’illuminazione, anche se non se ne ha chiaramente coscienza, la determinazione è sempre presente.
Se ci fissiamo in questo stato di attenzione continua, raramente ci sentiremo confusi, poiché così restiamo fedeli ai nostri principi.

(II, 17)

Si può imparare qualcosa da un temporale.
Quando un acquazzone ci sorprende, cerchiamo di non bagnarci affrettando il passo, ma anche tentando di ripararci sotto i cornicioni ci inzuppiamo ugualmente. Se invece, sin dal principio, accettiamo di bagnarci eviteremo ogni incertezza e non per questo ci bagneremo di più.
Tale consapevolezza si applica a tutte le cose.

(I, 79)