Perché un avvocato o uno psicologo dovrebbero avere un blog?

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Dal 2006, grazie alle liberalizzazioni messe in atto da Bersani, sono state abolite le tariffe minime delle professioni degli albi professionali, in cambio ad essi è stata data l’opportunità di promuoversi con la pubblicità, cosa non consentita fino a quel momento.
In questo articolo prenderò in esame la professione di avvocato e di psicologo, tanto per fare degli esempi di come un libero professionista può promuoversi in rete.
Prima di tutto dobbiamo ricordare che la gente che cerca un professionista in rete, cerca di risolvere un problema e non c’è modo migliore che attrarre l’attenzione su di sé dimostrandosi esperti nella risoluzione di quel problema, e per far ciò quello che consiglio è un blog.

Iniziamo a vedere come un blog può essere utile ad un giovane avvocato che ha cerca clienti, oppure, perché no, ad uno studio legale che vuole ampliare il suo portfolio di assistiti. Immaginiamoci innanzi tutto un sito vetrina, che sia come un bigliettino da visita: basta una sola pagina, con scritto “Avvocato Tal dei Tali, specializzato in diritto del lavoro, esercito in Via… , contattatemi al 33blablabla o alla seguente email…”, infine dobbiamo aggiungere la matricola di iscrizione all’albo e la P. IVA.
Possiamo immaginare di aggiungere anche una bella foto in primo piano del giovane avvocato che rassicuri con il suo sorriso il cliente che si metterà in buone mani e raggiungere centinaia di visite grazie centinaia di euro spesi in Adwords per le parole chiave “diritto del lavoro Palermo”, “avvocato del diritto del lavoro”, e via dicendo, ma crediate che ciò basti per essere contatto? e nonostante il contatto, credete che sia facile recuperare le spese di pubblicità? se cercate clienti probabilmente non siete dei principi del foro e non vi potete permettere di fare tariffe molte alte.
Per raggiungere un buon pubblico è necessario pagare meno le parole chiave e posizionarsi organicamente spendendo più tempo che denaro, infatti basterà aggiungere a quella pagina vetrina un blog, contenente degli articoli che rispondano alle esigenze dei potenziali clienti. Per esempio, se siamo avvocati esperti nel diritto del lavoro, sappiamo già quali sono i temi caldi di dimissioni per giusta causa, licenziamento in tronco, mobbing e potremmo scrivere degli articoli che fungano da spiegazione al potenziale cliente per ogni tema, con un linguaggio poco tecnico e ricco di esempi nel quale il lettore possa anche riconoscervi e a fine lettura pensare che voi siate l’avvocato di cui ha bisogno perché conosce già il caso. Il lettore è già un potenziale cliente perché nel contattarvi già ripone fiducia in voi.

Psico-pazientiStessa situazione possiamo immaginarla per degli psicologi, che possono scegliersi un determinato target all’interno della loro specializzazione e dare informazioni a chi ne ha di bisogno. Nel caso della psicologia i bisogni delle persone non si esteriorizzano facilmente, perché il problema non è tecnico ma esistenziale e conquistare la fiducia richiede maggior lavoro. Lo psicologo nel suo blog deve trattare per esempio molto bene pochi argomenti, scegliendosi bene un determinato target, come per esempio: imprenditori scoraggiati dalla crisi, oppure adolescenti con disturbi alimentari, o ancora, persone di età medio-alta con disturbi alimentari. Sono tre target diversi e su ogni target sarebbe possibile scrivere delle tesi di dottorato, quindi perché no degli articoli in cui si descrive il problema e le soluzioni possibili?

Ricordiamoci che il linguaggio in ogni caso deve essere professionale, in modo da far percepire che siamo dei professionisti, ma al contempo semplice, senza troppi tecnicismi per far capire al lettore che esiste una soluzione al suo problema che ben conosciamo. Oltre al testo, si potrebbe affiancare un video in cui ci si mostra in prima persona e mostrare anche slide e immagini esemplificative. In questo modo saremo maggiormente persuasivi perché andremo a incidere non più soltanto sull’aspetto cognitivo del lettore, ma anche sull’aspetto emotivo che può (oppure no) trovarvi simpatico e affidabile.

Scrivere un blog non significa farsi pubblicità gratis però, perché è necessario prima di tutto che voi impiegate del tempo (e si sa, il tempo è denaro) nello scrivere bene degli articoli, richiede un sito con una struttura leggermente più complessa della singola pagina descritta prima, è necessario che questo blog sia bel leggibile dai motori di ricerca e quindi che un professionista del SEO lo abbia ottimizzato vi faccia una formazione (niente di troppo tecnico) su come dovete gestire il blog in maniera efficace e infine non possiamo abbandonare gli annunci pubblicitari che stavolta non punteranno più soltanto alla pagina con le informazioni su di voi, ma anche sugli articoli più esemplificativi del vostro lavoro e che col tempo potremmo diminuire. Scritto così sembra che dobbiate spendere di più, ed inizialmente è effettivamente così, perché l’impianto del blog+SEO+annunci è più costoso, ma si ammortizzano nel tempo, mentre gli annunci soltanto continuano ad essere un investimento costante nel tempo. Inoltre più il nostro blog troverà una posizione naturale sui motori di ricerca meno avremo necessità di ricorrere agli annunci a pagamento e avremo aggiunto un valore veramente maggiore al nostro sito vetrina perché avremo così uno strumento in grado di coinvolgere il potenziale cliente.

Ittiturismo e pescaturismo in Sicilia

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Si dice sempre che la Sicilia potrebbe vivere solo di turismo e per questo è importante proiettarsi verso i nuovi modi di fare turismo, alternativi al turismo di massa e sempre più relazionali.

Negli ultimi anni stanno prendendo sempre più piede due forme di turismo, molto vicine tra loro, che sono a misura della Sicilia, l’ittiturismo e il pescaturismo. La prima consiste nella visita delle case dei pescatori e mangiare il pesce fresco da loro pescato, mentre la seconda consiste nell’attività della pesca in barca con il pescatore locale.

La Sicilia è un’isola che comprende una serie di isole satelliti, in cui la pesca continua ad essere un’attività economica importante nonostante la crisi. Queste forme di turismo, riabilitano l’esperienza storica dei pescatori siciliani e del prodotto locale e lo convertono in una nuova fonte di profitto, che non ha solo una aspetto economico ma anche sociale e ambientale.

Chiunque abbia ospitato amici che vengono dal nord sa che la prima cosa che gli viene chiesto è la possibilità di andare a mangiare pesce, perché il turismo è sempre più, anche collateralmente, culinario, e quale migliore esperienza può offrire un destination manager che la pesca del pesce che si andrà a mangiare? Il mare e il suo pesce diventano così diretti protagonisti dell’esperienza di viaggio.

A tal proposito ho acquistato i domini ittiturismoinsicilia.it, ittiturismoinsicilia.com, ittiturismosicilia.it, ittiturismosicilia.com, pescaturismoinsicilia.it e pescaturismoinsicilia.com, pescaturismosicilia.com, convinto che in un futuro molto vicino si possano sviluppare delle opportunità di business molto proficue.

Perché un artigiano dovrebbe stare su Facebook?

Un giorno, mentre passeggiavo con un amico ci siamo imbattuti in un suo conoscente e tra una chiacchiera e l’altra, questo ragazzo sulla trentina racconta di essere un artigiano che lavora con la ceramica e dà il suo numero di telefono perché non ha Facebook. Subito attacca in me la voglia di ricollegare i discorsi e fargli un seminario su due piedi sul perché dovrebbe avere una pagina Facebook. Mi ricordo che per molti essere nati negli anni 80 non equivale essere nativi digitali e mi trattengo, forse gli servirebbe più che un seminario fatto con l’aiuto del cellulare dentro la Feltrinelli.
Il fatto che in Italia però serva un po’ di formazione digitale anche per i giovani non è solo una mia intuizione, infatti una ricerca della Fondazione Nord Est conferma che le imprese italiane del made in Italy sfruttano poco le potenzialità della rete, e usano in modo limitato i social network (spesso senza le necessarie competenze) e disconoscono il mondo dell’e-commerce, pensando soltanto al massimo alla vendita diretta senza considerare la forza di essere presenti con i loro prodotti su Amazon, eBay e altri portali.
In questo articolo non voglio però parlare di massimi sistemi per diventare ricco grazie all’export, ma di come un artigiano, anche se la sua è una ditta individuale, può presentarsi meglio e crescere attraverso il web e in particolare mi riferirò ad un solo strumento per semplificare. Facebook da solo non basta, è solo uno strumento ed è necessario avere delle strategie per usarlo in maniera efficace e più integriamo altri strumenti più ampliamo la probabilità di raggiungere clienti. Preferisco iniziare però con piccoli passi e suggerire intanto una base con cui iniziare, successivamente potete sempre contattarmi da questa pagina per ulteriori chiarimenti e richieste su come ampliare la vostra presenza su web.

Perché Facebook?

Lo strumento migliore non esiste, il meglio si raggiunge con l’integrazione di strumenti che fanno sistema, ma Facebook da solo permette con estrema facilità di fare tanto, e soprattutto è un canale di massa. Tutti lo conoscono e quasi tutti ci stanno. Se dici che hai una pagina su Facebook ormai ti capisce anche tua madre anche se non ne ha mai vista una, ma se dici che hai delle pinborad su Pinterest potresti dover spiegare anche a tuo nipote di che si tratta.
Facebook permette senza troppe competenze tecnologiche di caricare Status (semplici messaggi di testo), Link a siti esterni, e soprattutto Foto e Video, tutto semplicemente con pochi tocchi sul cellulare… altro che codici, programmi e pc! Basta scaricare un’app specifica di Facebook e si potrà gestire tutto a meraviglia.

Come utilizzarlo?

Prima di cominciare la parte tecnica su come si mettono le foto o i video, cosa relativamente semplice, è bene chiarire una cosa: Facebook è un social network, ovvero le persone che ci stanno lo fanno per avere un contatto “sociale” con gli amici e con i brand, ascoltare le loro storie e conversare con loro. Se fate solo pubblicità nessuno vi darà retta, avrete pochi fan e poche interazioni, invece dovete raccontare chi siete e mostrare cosa fate. Se non avete voglia di socializzare con i vostri possibili clienti, fermatevi qui, non perdete tempo a fare le cose male e poi lamentarvi che non funzionano. Dovete immaginare la vostra pagina Facebook come un vostro show room in cui entrano persone curiose di sapere se e come potete soddisfare un loro bisogno. Spesso la differenza non la fa quel “se”, ma quel “come”, per esempio: se io cerco una ceramica da regalare alla suocera tra due negozi con delle belle ceramiche non è detto che sceglierò sempre quella che costa meno, ma quella che mi dà di più, ovvero quel “come”, che può essere una particolare confezione, come può essere una storia di tradizioni ben raccontata da cui traspaiono dei valori.
Andiamo al sodo: se non avete un profilo Facebook createlo, vi suggerisco di farlo con il vostro vero nome e cognome perché un giorno potrà tornarvi utile, poi se non lo volete usare potete non usarlo né personalizzarlo, a ci servirà per creare la pagina aziendale.
Facebook si distingue in profili e pagine, i primi sono diari personali in cui si raggiungono amici e parenti, le altre sono pensate per le attività commerciali e non, con cui si raggiungono i “fan”. Teoricamente Facebook proibisce l’uso di profili per le attività, quindi cerchiamo di fare tutto secondo regola e non avere problemi in seguito.
Prima ancora di creare la pagina ricordiamoci che l’artigiano, come l’artista, deve saper ben imitare aggiungendo qualcosa di nuovo per differenziarsi e anche in questo caso dovete cercare su Facebook i vostri concorrenti, capire cosa fanno sul loro canale e provare a fare meglio di loro.
Continuiamo l’esempio del ceramista e cerchiamo attraverso la barra delle ricerche:

screenshot di una ricerca su facebook
Vedete? Ci sono già delle aziende! Nell’immagine vediamo la divisione i pagine e in luoghi, le prime normalmente si riferiscono a marchi e aziende in generale, senza alcun riferimento sul territorio, mentre i “luoghi” sono pagine particolari che indicano anche l’indirizzo dello show room o della bottega. Dipende quindi dal vostro genere di attività scegliere se creare una pagina classica o una luogo, a seconda che abbiate dove ricevere i possibili clienti oppure no. Possiamo vedere da questa schermata che i primi risultati sono quelli con cui abbiamo dei contatti in comune per le pagine e vicini a casa di chi sta cercando (in questo caso i risultati di Palermo). Vi consiglio di navigare le pagine dei vostri concorrenti e farvi subito un’idea. Senza puntare il dito su nessuno vi svelerò anche degli errori tipici della comunicazione multimediale e potrete vederli da voi sulle loro pagine.
Ora che abbiamo familiarizzato e visto come fanno gli altri tocca impegnarci e rimboccarci noi le maniche e andiamo a creare la nostra pagina cliccando qui.

Da questo momento in poi è facile, Facebook vi guiderà alla creazione di una pagina, passo passo, e non vi resta che leggere attentamente ciò che vi suggerisce.
Fate attenzione alle informazioni che inserite, serviranno a Facebook per capire chi siete e trovarvi quando qualcuno vi cerca. L’indirizzo Web di Facebook deve essere scelto con calma perché poi lo dovrete inserire nei vostri bigliettini da visita (altrimenti come lo sapranno che avete una pagina? bigliettini da visita sempre a portata di mano e dentro le confezioni dei prodotti!).
Quando vi chiederà di creare inserzioni, essendo queste a pagamento, cliccate su Salta.

screenshot crea pagina facebook

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Adesso dovreste invitare i vostri amici a diventare vostri fan, ma se avete creato un profilo solo per l’occasione non avete amici e allora vi consiglio di tornare un po’ sul vostro profilo e cominciare a cercare amici e parenti che dovrete poi invitare alla vostra pagina. In questo processo fatevi aiutare da qualcuno a voi vicino che usa Facebook.
Adesso, come si fa con la panificazione meglio attendere 24h che i vostri amici vi aggiungano e solo dopo li inviterete da qui:

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Nel frattempo personalizzate la vostra pagina con il vostro logo o la foto di una vostra creazione, una foto poi andrà per la copertina (meglio se pensate ad una esposizione di articoli disposti su una linea orizzontale). Infine compilate tutte le informazioni richieste nella colonna sinistra.
Non abbiate paura di mettere numeri di telefono o indirizzi e-mail, ricordatevi che le persone vi dovranno contattare! Create una email e fatevi un numero dedicati se non volete dare quelli personali.

Creare una pagina in fondo è facile per chi sa smanettare con Facebook e quindi potete realmente farcela da soli o farvi aiutare da un amico, ma una cosa che fa la differenza tra l’uso personale e l’uso professionale è la qualità dei contenuti che si vogliono offrire, pertanto ricordate che si scrivere in italiano, senza K, abbreviazioni o errori grammaticali. Usate Word e la correzione degli errori e poi fate copia e incolla su Facebook se non siete sicuri di come si scrivano certe parole. Foto e video sono essenziali per la promozione dei vostri prodotti, li dovete fare vedere, quindi usate pure uno smartphone per fare le foto ma che abbia una buona fotocamera, state attenti che il posto in cui scattate le foto sia ben illuminato così da non usare il flash che rovina poi la foto e… fate attenzione allo sfondo! Fate in modo che lo sfondo dietro sia neutro, che non si vedano altri oggetti ce distolgono l’attenzione dal soggetto principale (utilizzate un lenzuolo bianco o uno nero da mettere dietro a sfondo e non mettete un lenzuolo bianco dietro un oggetto bianco, sembra banale ma se guardate le foto dei vostri concorrenti…). Potete fare le ceramiche più belle del mondo ma se nelle foto questa bellezza viene nascosta chi mai potrà scorgerla e contattarvi? Stessa cosa vale per i video, fateli, soprattutto in cui mostrate i processi di lavorazione o raccontate come nasce un prodotto ma state attenti che non ci sia poi troppo rumore o che non si veda niente.
Video e foto, scattate attraverso smartphone o tablet possono essere caricate facilmente su Facebook senza passare dal pc, si può fare con la classica applicazione Facebook ma io consiglio di utilizzare l’app apposita per la gestione delle pagine.
Passare le foto o i video al pc può essere molto utile per metterle in ordine in degli album, dargli una sistemata ai colori, aggiungere informazioni in sovrimpressione (per esempio il vostro nome, in modo che se qualcuno vuole riutilizzare le vostre foto dovrà tagliarne almeno una parte) e altre cose più avanzate.

Questi sono consigli veloci e pratici per cui un artigiano, sia che lavori le ceramiche, sia che lavori il legno o il fimo deve seguire.
Non mi stancherò di dire che se siamo sui social network il nostro atteggiamento deve essere “social”, ci sta comunicare che questa settimana farete il 5%, il 10% o il 20% di sconto, ma se è soltanto questo quale interesse create nel vostro interlocutore?

Ma non finisce qui, infatti con una pagina Facebook abbiamo la possibilità di promuoverci anche attraverso le inserzioni pubblicitarie, che come abbiamo detto prima sono a pagamento e necessitano di alcune conoscenze approfondite per farle funzionare al meglio (ovvero raggiungere più pubblico interessato possibile spendendo meno budget) e sarà possibile verificare quante persone sono attratte dai nostri contenuti così da capire se per esempio sono più interessati alle foto o ai video, se un’offerta è stata visualizzata dai nostri fan o si è persa nel mare di Facebook; questo è possibile farlo attraverso gli insights, ovvero le statistiche delle visite e delle interazioni con i vostri contenuti (qui vi mostrerò alcune schermate di statistiche di una mia pagina personale che nulla a che vedere con l’artigianato).

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Come vedete possiamo capire se quello che facciamo sulla pagina è andato bene e cosa no (se abbiamo raggiunto le persone giuste) e sapere dove intervenire. Sapere come intervenire invece è un lavoro a sé, ed è il mio!

Di seguito alcuni articoli che trovo interessanti per chiunque voglia convincersi che anche gli artigiani non possono rinunciare al digitale.