Come scegliere il nome del tuo sito e perché

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Il nome del sito è detto tecnicamente nome del dominio e per fare un esempio pratico si intende la parte in grassetto di nomesito.com.

Il nome del sito è molto importante perché deve aiutare chi vi sta cercando a trovarvi, per questo ci sono due modi di scegliere il nome a dominio: il primo è il nome dell’azienda, dopo aver uno sforzo di naming per il vostro brand usate il vostro nome per il vostro sito, se la vostra azienda si chiama Vattelapesca verosimilmente il vostro sito sarà vattelapesca.it perché chi vi cerca sui motori di ricerca scriverà il vostro nome (attenzione a non fare lo stesso errore del centro commerciale guadagna.com di Palermo); il secondo modo di scegliere un nome a dominio è quello di richiamare le parole chiave che coincidono con la vostra attività chiave per cui volete essere trovati, in questo caso per voi non è tanto importante affermare il vostro brand quanto piuttosto i vostri contenuti, per esempio siete un notaio palermitano il cui nome non è tra i più conosciuti potete chiamare il vostro sito notaiopalermo.it o se volete costruire un sito che raccoglie gli indirizzi di tutti gli studi notarili del capoluogo siciliano potrete chiamarlo studinotarilipalermo.com, ovvero con le stesse parole chiave che le persone cercherebbero su google e semplice da ricordare.

Uno dei motivi interessanti per scegliere questo secondo metodo è che la posizione del sito sui motori di ricerca è influenzato dall’URL (dal nome del link in parole povere), che è fatto in primis dal nome del dominio. A causa di questo secondo motivo troppo spesso accade che si guardi più al fattore SEO che alla onnicomprensiva strategia di marketing, e se la pizzeria Vattelapesca si trova Bagheria il SEO vi consiglierà di chiamare il vostro sito pizzeriabagheria.com così forse sarete i primi su google cercando “pizzeria a bagheria” ma rischiate di rimanere anonimi nella mente del potenziale cliente che magari cerca “pizzeria a bagheria” perché cerca la pizzeria Vattelapesca e non ricorda il nome in quell’istante. Si potrebbe immaginare la soluzione pizzeriavattelapescabagheria.com buona, onnicomprensiva ma leggermente un po’ lunga.

Il nome a dominio è un fattore così importante per cui esistono da molti anni dei siti di brokeraggio dei domini, in cui si vendono e comprano, anche con aste al rialzo, i nomi dei domini, il più famoso di questi è sedo.com in cui non è difficile trovare trovare nomi a dominio dal valore di 999$.

Il domain marketing inoltre prevede anche un lato oscuro, ovvero l’acquisizione di domini che potrebbero interessare ad alcune aziende o persone con lo scopo di rivenderglielo ad un prezzo maggiore, oppure usare nomi simili come republica.it, con una sola B, per attirare visite di chi digita erroneamente l’indirizzo.

Oggi è possibile accaparrarsi ancora dei buoni nomi a dominio con pochi euro e conservarli per rivenderli o per future attività. Già da tempo acquistai domini che hanno a che fare con la pescaturismo e l’ittiturismo in Sicilia, e ultimamente ho comprato anche seosocialmedia.it in cui sposterò questo blog, marketingnoprofit.it, infine ricetteperdiabetici.it.

Importante è riuscire anche a comprare lo stesso nome con più domini, per esempio ho acquistato il dominio cicloturismoinsicilia.it che ridireziona a cicloturismoinsicilia.com, in modo che nessun altro lo possa comprare e avere il mio stesso vantaggio sulla combinazione delle parole chiave nel nome a dominio.

Ma come scegliere bene un nome a dominio?

Il primo modo, quello con il nome dell’azienda è molto semplice, basta trovarlo libero, altrimenti si aggiunge la città, oppure la forma societaria o si prova a cambiare il dominio finale (essenzialmente ciò che ho usato per il mio personal brand con Scapinato.it).

Il secondo modo invece è quello che ho usato per registrare tutti gli altri domini per esempio, prima di creare ricettaspagnola.it, portale di cucina spagnola, ho fatto un’indagine con i diversi keyword tool per verificare quali termini fra “ricetta spagnola” e “cucina spagnola” fossero più ricercati. Come potete intuire è stato i primo termine a vincere, e non era così scontato.

L’analisi delle parole chiave, sia per quanto riguarda la scelta del nome a dominio, e soprattutto per gli annunci adwords, è fondamentale perché provare ad immaginare come cercano le altre persone non è affatto facile (io non cercherei mai “ricette x diabetici”, ma ho avuto riscontro che è una query popolare). Più il mercato è di nicchia più le parole chiave e le loro combinazioni sono particolari e conosciute solo a chi conosce quel mercato quindi si possono anche perdere delle ore in questa fase, soprattutto considerando che dobbiamo anche guardare alla concorrenza, infatti se esistesse già ricetteperdiabetici.com, il mio ricetteperdiabetici.it dovrebbe sgomitarsi con quello per le prime posizioni sul podio del motore di ricerca.

Chiudo l’articolo con alcuni tool gratuiti che potete utilizzare per cercare nomi a dominio:

  • Google Keyword Tool, Google Trends e Semrush per l’analisi del volume di ricerca delle parole chiave;
  • http://whois.domaintools.com/ per verificare con la funzione whois a chi appartiene un dominio registrato
  • Register.it per verificare quali domini sono liberi a partire da quello scelto e la possibilità di acquistarli.

Attenzione alla policy di Google URL Shortner

Attenzione, perché la policy è una di quelle cose che non leggiamo mai ma che ci possono far fare brutta figura!

Google URL Shortner è un servizio di Google per accorciare i link e condividerli facilmente sia sui social che sulla carta stampata, anzi soprattutto su questi ultimi, infatti anziché scrivere un link lunghissimo relativo ad una pagina interna del nostro sito, basta usare un link breve tipo: http://goo.gl/gugs17 facile da ricopiare a mano sulla barra degli indirizzi del nostro browser.

Il link che ho usato come esempio è l’abbreviazione di http://www.scarpinato.it, ma si potrebbe accorciare con lo stesso numero di caratteri un link lungo come http://www.amazon.it/ref=as_li_ss_tl?_encoding=UTF8&camp=3370&creative=24114&linkCode=ur2&tag=accountaffiliate-21

Le piattaforme per accorciare gli URL (detti spesso semplicemente “link”) permettono anche di misurare i click fatti sul link corto, come potete vedere in questo screenshot

Screenshot google url shortner

Fino a qui tutto molto chiaro e mai avuti problemi sino a ieri sera quando ho condiviso con gli iscritti alla newsletter l’e-book Briciole di Web Marketing e utilizzato l’url abbreviato per misurare i download del file zippato.
Poche ore dopo l’invio dell’email ho fatto una triste scoperta, il link accorciato ha smesso di funzionare e non perché dentro una newsletter o nel codice html del sito, come inizialmente sospettato, ma perché secondo la policy di Google URL Shortner (la trovate qui) non è possibile accorciare link a file .apk, .dmg, .exe, .zip ed altri eseguibili.

Allora ho mandato una email di errata corrige, sistemato tutti i link con il link originale al file e impostato con Google Tag Manager il monitoraggio dei Download.

Per saperne di più su gli URL Shortner vi consiglio di leggere: URL Shortener: 5 modi per sfruttarli al massimo.